Laurea Honoris Causa a 16 caduti nella Grande Guerra: c’è anche Francesco Magnavacca

A Bologna il riconoscimento è stato assegnato anche al pontremolese morto il 5 novembre 1915

42HonoriCausa_FrancescoMagnavaccaC’è anche un pontremolese, Andrea Francesco Magnavacca, tra i 16 studenti dell’Università di Bologna caduti durante la Grande Guerra e a cui l’Ateneo ha voluto rendere omaggio con il conferimento della Laurea Honoris Causa alla memoria.
Una cerimonia che si è tenuta mercoledì 31 ottobre nell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria e si è trattato di una commemorazione che non ha voluto essere in alcun modo una celebrazione del conflitto ma, al contrario, desiderava solamente rendere omaggio ai tanti uomini che avrebbero potuto diventare grandi ingegneri, farmacisti, letterati, etc, ed invece la loro vita ed il loro avvenire è stato spazzato via troppo presto dalla guerra.
Ragazzi, arrivati da ogni luogo d’Italia per studiare all’università più antica del mondo che lasciarono i libri per andare a combattere, e a morire, nel ciclone della Grande Guerra. La ricerca dei nomi di questi giovani studenti scomparsi, è stato possibile grazie al lavoro di ricostruzione compiuto dall’Archivio Storico dell’Ateneo che ha portato (dopo che nel corso degli anni sono state consegnate 179 lauree ad honorem, in seguito alla comunicazione ricevuta dalle famiglie), alla scoperta di altri 47 studenti caduti in guerra di cui le famiglie non avevano inviato alcuna segnalazione.
Dopo l’appello lanciato dall’Ateneo sedici famiglie superstiti si sono fatte avanti – per gli altri non sono stati trovati eredi, a dimostrazione dello sconvolgimento delle reti famigliari operato dalle due colossali catastrofi fra il 1915 e il 1945 – e il 31 ottobre hanno ricevuto questo riconoscimento destinato idealmente a quegli studenti i cui sogni sono stati spezzati dalla guerra.
Come è il caso di Andrea Francesco Magnavacca, nato a Pontremoli il 12 maggio 1890, giovane che nel 1915 sembrava avviato ad un promettente carriera con più potenziali strade da percorrere. Infatti Magnavacca si era già laureato, sempre a Bologna, in Lettere, e alla vigilia del conflitto si era iscritto a Farmacia.
Aveva già dato prova di talento letterario, sulle pagine de Il Resto del Carlino e aveva iniziato una corrispondenza con il poeta Giovanni Pascoli. Come molti giovani della sua epoca, vide nel conflitto un’occasione per completare l’epopea patriotica risorgimentale. Del resto gli stessi professori universitari incitavano i giovani a partire volontari e si organizzavano (come raccontato dal Rettore, Francesco Ubertini, durante il suo intervento) dei veri e propri addestramenti con marce ed esercitazioni di tiro all’interno di un poligono poco fuori il centro abitato di Bologna.
Francesco Magnavacca morì pochi mesi dopo l’inizio del conflitto, il 5 novembre 1915, Sottotenente di complemento del 86° reggimento Fanteria che proteggeva la rete ferroviaria, venne ucciso durante un combattimento nei pressi di Monte San Michele (Friuli) per, come riportato dal dispaccio, “ferita al petto”. Non si è mai trovato il luogo della sepoltura.
A ricevere la Laurea, il pronipote, Domenico Bertoli, che ha partecipato alla cerimonia con il cappello degli Alpini. (r.s.)

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