Celebrato ad Aulla il centenario della fine della I Guerra mondiale

Tante le autorità civili, religiose e militari presenti alla cerimonia provinciale

Un momento delle celebrazioni ad Aulla per la Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale
Un momento delle celebrazioni ad Aulla per la Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale

Tanti tricolori affissi alle finestre hanno salutato il passaggio del corteo che celebrava, domenica 4 novembre, ad Aulla, la manifestazione provinciale delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, nel centenario della fine della Grande Guerra. Alla manifestazione erano presenti il prefetto di Massa Carrara, Paolo D’Attilio, il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, i sindaci e delegati dei Comuni della Provincia con rispettivi gonfaloni, rappresentanti delle forze armate e delle associazioni combattentistiche e d’arma, il deputato Cosimo Ferri e il senatore Massimo Mallegni. Prima della deposizione delle corone in memoria dei Caduti di tutte le guerre, di fronte al Palazzo comunale, è stato inaugurato e benedetto dal vescovo diocesano, mons. Giovanni Santucci, un cippo commemorativo voluto dal sindaco di Aulla, Roberto Valettini. La cerimonia è quindi proseguita con la lettura del bollettino della vittoria e con i messaggi del ministro della Difesa e del presidente della Repubblica, con l’accompagnamento musicale della Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Carrara. Un momento toccante e commovente si è avuto quando tre studenti del Liceo Classico hanno dato lettura di testimonianze dei militari che combattevano in trincea. L’orazione ufficiale è stata affidata al professor Giuseppe Benelli, il quale ha posto l’accento sul sacrificio di tanti ragazzi che, neanche maggiorenni, combatterono al fronte nella Prima Guerra mondiale. Infine, la manifestazione si è conclusa con il ricordo delle due medaglie d’oro al merito lunigianesi: Ettore Viola e Flavio Torello Baracchini, distintisi per il loro valore e le loro gesta straordinarie.

 

Cerimonie in tutti i Comuni del territorio

Al momento provinciale, in pratica in tutti i comuni della Lunigiana sono state organizzate cerimonie per celebrare il centenario della vittoria della I Guerra mondiale, definita dalla storia “la Grande guerra” e la Giornata delle Forze armate. Una immane carneficina ed un inutile strage che ha portato più di seicentomila morti in Italia e fra questi tanti lunigianesi. Bagnone ha ricordato i suoi 159 caduti con un’intensa giornata predisposta dall’Amministrazione comunale. Il sindaco, Carletto Marconi, ha ricordato come “da quel 4 Novembre, il sogno degli Italiani, ossia l’unità d’Italia divenne realtà. Le Forze Armate – ha proseguito il primo cittadino, in riferimento all’altra ricorrenza della giornata – rappresentano l’elemento di coesione del territorio che ci fa identificare nella Repubblica una e indivisibile che ci propone come popolo al cospetto del mondo”. A Pontremoli al mattino sono state deposte le corone di fronte ai monumenti dedicati ai caduti della Guerra 1915–1918, alla Resistenza e a mons. Giovanni Sismondo; a seguire il corteo, composto da rappresentanti delle Forze Armate, si è diretto in Piazza della Repubblica per la posa di una corona alla lapide commemorativa ai Caduti. Poi la cerimonia si è spostata al Teatro della Rosa con le riflessioni del prof. Giuseppe Benelli, seguite dalle letture di testi e documenti degli alunni delle scuole pontremolesi. A Monzone (Fivizzano) sono stati commemorati i caduti della Valle del Lucido e di tutto il comune nella prima Guerra Mondiale. Il sindaco, Paolo Grassi, ha presenziato alla cerimonia insieme alle autorità civili, militari, religiose e agli alunni delle scuole Elementari e Medie di Monzone. Anche ad Albiano Magra l’amministrazione di Aulla ha ricordato i propri caduti, presenti il vicesindaco Roberto Cipriani, l’assessore Giada Moretti e il delegato alle associazioni Gabriele Gerini. Ma, come detto, in pratica ogni Comune della Lunigiana ha celebrato la ricorrenza con un momento di riflessione o semplicemente con la deposizione di una corona di fiori.

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