Ferri: “l’ospedale di Pontremoli rischia il collasso”

Il capogruppo di maggioranza sottolinea come da tempo al S. Antonio Abate non sia garantito per il reparto di medicina il numero minimo di 6 medici 

L'ospedale Sant'Antonio Abate a Pontremoli
L’ospedale Sant’Antonio Abate a Pontremoli

“All’Ospedale di Pontremoli il reparto di Medicina è al collasso e sono a rischio chiusura anche gli ambulatori”. A lanciare l’allarme è il capogruppo di maggioranza del consiglio comunale di Pontremoli, Jacopo Ferri, che parte il suo allarmante richiamo sulla situazione del nosocomio “Sant’Antonio Abate” sottolineando come “da tempo, troppo davvero, e da più parti vengono denunciate le carenze strutturali e le soppressioni di servizi, uomini, mezzi negli Ospedali della Lunigiana. Al reparto di Medicina a Pontremoli si è però davvero toccato il fondo e si sta per passare dall’emergenza al collasso. Dovrebbero operarvi, al minimo, 6 medici ed invece, ormai anni mesi e mesi, nonostante le richieste e gli sos di operatori, pazienti, amministratori e sindacati i medici operativi sono 4 o al massimo 5”.

Jacopo Ferri, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Pontremoli e segretario provinciale di Forza Italia
Jacopo Ferri, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Pontremoli

Secondo Ferri, nonostante questi gravi disagi, “come sempre l’azienda fa finta di nulla e così, con gli attuali 4 medici, quello che è il reparto più ‘affollato’ dell’Ospedale, con posti letto sempre pieni, è letteralmente ‘fuori Legge’ ed è veramente impossibilitato ad andare avanti nel garantire tutti i servizi ed una minima tranquillità operativa dei medici in servizio. Un vero scandalo che potrebbe portare, a breve, addirittura alla chiusura di servizi ambulatori finora comunque garantiti e che certamente espone a fatiche immani ed a rischi di ogni tipo coloro i quali, medici ed altri operatori, coraggiosamente, professionalmente e senza risparmiarsi (anzi rinunciando a propri spazi di vita, diritti legalmente e/o contrattualmente garantiti) tirano avanti ‘la baracca’”. Ed il capogruppo evidenza come nel corso dell’ultima riunione richiesta gran voce da molti Sindaci e svoltasi “con tutta calma in attesa che trovasse un attimo di tempo, il dott. Biselli, direttore medico dei presidi ospedalieri, su questo specifico problema, come su tutto il resto degli argomenti altrettanto importanti, ha fatto scena muta o quasi, balbettando risposte generiche e mezze annoiate promesse”. Ferri chiede quindi che (“Biselli o chi per lui”) arrivi a realizzare le tante richieste portate avanti e che sono fondamentali per garantire l’adeguato funzionamento dell’ospedale. Tante, secondo Ferri, sono le problematiche da risolvere (tra queste il ripristino delle figure dirigenziali di UOC dei reparti di Ortopedia-Traumatologia e di Anestesia-Rianimazione) per permettere alla struttura di funzionare al meglio e garantire un buon standard di qualità per la sanità lunigianese.

Condividi