A San Terenzo Monti torna la coltivazione del grano

Festa a Moncigoli per i 25 anni del Centro di socializzazione

Un'immagine panoramica di San Terenzo Monti
Un’immagine panoramica di San Terenzo Monti

San Terenzo Monti è tristemente noto per l’eccidio del 19 agosto del 1944, ma ultimamente è stato al centro delle cronache per due fatti che mettono in evidenza l’intraprendenza dei suoi abitanti e il patrimonio religioso della sua chiesa parrocchiale. “I giovani del grano” sono riusciti nell’impresa di far rivedere in azione una vecchia trebbiatrice, che i ragazzi d’oggi nemmeno sanno che tipo di macchina sia. E non possono certo averne conoscenza, considerato che da decenni, ormai, il grano non viene più coltivato nelle nostre zone. Essi hanno provato a seminarlo nuovamente in un appezzamento di terreno di circa un ettaro rimasto a lungo incolto. Il raccolto, strenuamente difeso dagli assalti dei cinghiali e dei caprioli, è stato buono e, così, è stata rimessa in funzione la trebbiatrice “di una volta”, ed è stata celebrata la prima “Festa della mietitura”, accompagnata dai pasti con cibi usuali quando la “battitura” era annuale: trippa e testaroli su tutti. Senza trascurare il vino, che da queste parti è “di quello buono”. È stato come assistere ad uno spettacolo, nuovo per molti, rivissuto dai più anziani nel ricordo di un tempo passato. Momenti di gioia per tutti, come all’annuncio che la chiesa del paese, dedicata a San Terenzo, aveva ricevuto, per decreto vescovile, l’elevato riconoscimento di Museo Diocesano. Conserva, infatti, una reliquia del Santo in un edificio ecclesiastico databile al 728. Il Vescovo, mons. Giovanni Santucci, nel decreto di elevazione, scrive che “molti sono i pellegrini devoti al Santo, che meriterebbe di essere conosciuto in confini ben più ampi”. Dell’Unità pastorale, di cui San Terenzo è una delle 7 parrocchie, è guida religiosa da pochi giorni don Maurizio Marchini, subentrato al reggente don Emanuele Borserini, autore della richiesta per il titolo di Museo. Ma una grande festa è stata celebrata anche a Moncigoli, nel Centro di socializzazione handicap, per ricordare i 25 anni della sua costituzione. Erano presenti anche gli ospiti degli altri 2 centri della Lunigiana. La struttura di Moncigoli, intitolata a Serena Bonfigli, è frequentata da 13 persone. Situata su una collina che domina la bassa vallata del Rosaro, la scuola, soppressa nei primi anni Novanta, è stata trasformata in luogo di accoglienza giornaliera di persone con handicap, gestito dalla Società della Salute. La giornata è iniziata con la Santa Messa, celebrata da don Marchini, alla presenza anche degli abitanti di Moncigoli, è proseguita con una esibizione di “attività fisica adattata” ed è stata conclusa da un ricchissimo rinfresco. A.F.

Condividi

Scrivi un commento