La festa di S. Maria Maddalena all’Eremo di Adelano

La donna e discepola che il Signore accolse nella sua amicizia

Domenica 22 luglio la solenne Eucaristia presieduta dal vescovo Santucci

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena ad Adelano di Zeri (Foto Alberto Rubini)
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena ad Adelano di Zeri (Foto Alberto Rubini)

La ricorrenza sarà celebrata anche quest’anno all’Eremo di Adelano, pur nel disagio dovuto all’inagibilità della chiesa per i danni del fulmine che ha colpito il campanile lo scorso novembre. Domenica 22 luglio, alle 11, solenne Celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo Giovanni, nel prato sottostante la chiesa (o nell’impianto fieristico poco sopra l’Eremo, in caso di condizioni meteo avverse). Dopo la celebrazione, c’è l’invito a fermarsi a mangiare nei prati che circondano l’Eremo. Alle 16, un momento di preghiera e processione fino a Passo Calzavitello, da dove sarà impartita la benedizione alla Valle di Adelano. Fr. Cristiano di Gesù estende l’invito a tutti a salire all’Eremo “per incontrarci e vivere un tempo di preghiera, di fraternità e di amicizia”.

Si rinnova l’appuntamento all’Eremo di Adelano di Zeri con la festa di Santa Maria Maddalena, “la donna che il Signore accolse nella sua amicizia, la discepola a cui accordò ogni favore ed ogni senso di benevolenza”, come scrisse Jacopo da Varagine, frate domenicano e poi Vescovo di Genova, nella Legenda Aurea.
A questa santa del Vangelo fu molto devoto Francesco d’Assisi, che volle le fossero intitolate molte cappelle, specie nei luoghi di ritiro e negli eremi, a lei discepola fedele che seguì il Maestro nella predicazione, attenta ascoltatrice della sua parola, forte fin sotto la croce e, per grazia, prima testimone della Risurrezione.
Una storia, la sua, che inizia a Màgdala, sulla sponda a nord-ovest del Mar di Galilea, dove il paesaggio spazia dalle scintillanti acque del lago, alle verdeggianti colline del Golan, fino alle brulle rocce di Arbel. Sulle rive di quel lago Gesù iniziò la sua predicazione, chiamò i primi discepoli per farli “pescatori di uomini”; sulle sue colline consegnò la “nuova legge”, quella delle “beatitudini”.
A Tabgha moltiplicò i pani e i pesci; a Cafarnao compì segni e prodigi, guarì i malati e scacciò i demoni. L’incontro con Gesù cambiò la vita di Maria, che portava nella sua anima un grande peso: fu lo sguardo luminoso di Gesù a far germogliare nuova speranza, a far brillare nella sua vita un nuovo giorno.
Dal 2016, Papa Francesco ha voluto che la ricorrenza assumesse una certa importanza nel Calendario Liturgico, elevando la sua memoria a festa per tutta la Chiesa universale, equiparandola, così, alle celebrazioni degli Apostoli, in coerenza con il titolo originale con cui fu grandemente venerata in Occidente: “Apostola degli Apostoli”.

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