In Cattedrale e nel Museo Diocesano: due mostre a Massa

“Dal fluire della vita all’infinito cosmico”: fino al 2 settembre una mostra in Cattedrale a Massa
Fino al 2 settembre (orario 8 -19) nella Cattedrale di Massa sarà possibile visitare la mostra di Gianni Brusamolino, dal titolo “Dal fluire della vita all’infinito cosmico”, a cura di Alice Procopio, ideata e diretta “Centro Studi Milano ‘900”. L’artista Brusamolino, classe 1928, nel corso della sua lunga esperienza, ha indagato il tema del tempo e del fluire della vita, nella forma della pittura e della scultura. Se non possiamo bagnarci due volte nella stessa acqua, come affermava il filosofo Eraclito, è perché ogni cosa muta in continuazione. Tutto ciò che esiste sarebbe dunque soggetto alle leggi del divenire, pur nel tendere incessante all’armonia e alla ricomposizione degli opposti. Ed è a questa ricomposizione che tende l’opera di Gianni Brusamolino. L’artista presenta, sul tema del “tempo”, un significativo estratto di due sue celebri poesie, “Il Fiume” ed “Energenesi”. La prima segna, di fatto, l’iniziale e “violenta” presa di coscienza del Maestro rispetto alla categoria temporale, e si colloca agli albori della sua traiettoria artistica, ad inizio anni Sessanta. Energenesi, invece, ne costituisce il capitolo finale, ancora work in progress, ed è incentrata su di un’analisi filosofico-scientifica legata al Bosone di Higgs, altresì conosciuto come “particella di Dio”. “Con questa rassegna – ha dichiarato don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi – siamo condotti ad una contemplazione che certo potrà fare riflettere, porre domande, evocare emozioni. Si potrà semplicemente cogliere le provocazioni intense delle opere esposte, ma anche lasciarsi condurre ad attingere ad un fiume che può sgorgare dal di dentro di chi osservando, ricerca la verità, il senso delle cose, l’origine dell’universo, il silenzio dell’Eterno, il buio del cosmo, la luce del Creatore”. La mostra è resa possibile con il patrocinio del Consiglio Regionale della Regione Toscana, della Provincia di Massa Carrara e del Comune di Massa, è ed promossa unitamente alla Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli, Associazione Culturale San Domenichino, Fondazione Primato, Associazione Italia Hong-Kong, Propellers’ Club The Port of Milan, ContainerLab, Casa Museo Ugo Guidi.

Fino al 9 settembre la mostra di Pino Deodato al Museo diocesano di Massa
Si intitola “Abbiamo perso la testa” la nuova mostra di Pino Deodato, in allestimento al Museo diocesano di Massa. Il “piccolo” ma prestigioso Museo, con al suo interno opere di Jacopo della Quercia, Bernini, Bernardino del Castelletto, ospiterà la mostra dedicata all’artista fino al 9 settembre prossimo, in collaborazione con l’Associazione “Quattro Coronati” e il Comune di Massa. Con un percorso espositivo di oltre 30 sculture, Deodato, secondo lo stile di una scultura sgombra da preoccupazioni di avanguardia, ma allo stesso tempo semplice e di una modernità primitiva e arcaica, mette in evidenza il compito che secondo lui deve avere l’arte, cioè quello di raccontare cose che ci sono, ma che non si vedono; l’arte deve suscitare emozioni tali da permettere la ricerca della verità. “Con questa mostra – spiega Mauro Daniele Lucchesi, direttore artistico dell’Associazione Quattro Coronati – si assume emblematicamente il senso che non ci sono parole per rispondere alle domande e ai bisogni di cui la società contemporanea ha bisogno, come dimostra la crisi ideologica e di ideali che pervade l’intera società globale”. “Il lavoro di Pino Deodato – continua Lucchesi – è un invito a ritagliarsi un po’ di silenzio, una scelta che ci aiuterebbe da una parte a vivere in armonia con il mondo delle cose, dall’altra a trovare una via d’uscita alle problematiche dell’uomo moderno”.

 

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