I “5 anelli del Gottero”, tra ambiente, storia e tradizioni

Sabato l’inaugurazione dei tracciati per la Mtb nell’ambito delle iniziative in ricordo dei rastrellamenti

Un'immagine panoramica dal Monte Gottero
Un’immagine panoramica dal Monte Gottero

Sabato, 28 luglio, saranno inaugurati gli “Anelli del Gottero”, cinque percorsi per mountain bike progettati e realizzati dal Comune di Sesta Godano in una delle aree naturalistiche più interessanti dell’Appennino settentrionale. L’occasione di sabato è data dall’annuale appuntamento in ricordo dei rastrellamenti dell’agosto 1944 e del gennaio 1945, con particolare riferimento al primo che vide, tra le persone uccise alle pendici del Monte Gottero, anche don Angelo Quiligotti. Proprio nei luoghi che furono anche teatro di una delle più note e cruente battaglie tra partigiani e nazifascisti sono stati realizzati questi nuovi percorsi, immersi in una natura “maestosa e incontaminata”, meta privilegiata di sportivi, escursionisti e amanti dell’ambiente. Da poco aperti al pubblico, gli “Anelli del Gottero” sono cinque itinerari per mountain bike che attraversano una montagna amata dagli appassionati della natura e dell’outdoor anche per i suoi meravigliosi panorami che si aprono all’improvviso nelle uscite dalle secolari faggete e alla sommità dei prati.

Parte del tracciato realizzato per le Mountain Bike
Parte del tracciato degli ‘”Anelli del Gottero” realizzato per le Mountain Bike

La partenza degli anelli è da Chiusola, frazione del Comune di Sesta Godano, dove è possibile prendere visione dettagliata dello svolgimento e delle difficoltà di percorsi tutti indicati dalla nuova segnaletica posta lungo la percorrenza. Si tratta di circa 90 chilometri che si snodano nel verde di faggi e castagni che qui salgono fino a quote poco usuali; percorsi che presentano diverse difficoltà, sia per lunghezza che per dislivello. Ambiente e natura certo, ma non solo: gli “anelli” infatti offrono anche la possibilità di conoscere le tradizioni locali e la storia di questo territorio simbolo della gente dell’Appennino e punto di unione fra Liguria, Emilia e Toscana. Il Monte Gottero, infatti, ha rappresentato da sempre un importante riferimento per le genti dei suoi versanti che qui hanno trovato sostentamento quotidiano e rifugio nei momenti di pericolo. Lungo i percorsi si ha così occasione di osservare numerosi ambienti nei quali l’uomo aveva organizzato attività e occasioni di lavoro: vecchie carbonaie, luoghi di pastorizia e alpeggio, castagneti ed essiccatoi, boschi cedui. Di particolare interesse sono le testimonianze legate alla presenza, dalla fine dell’Ottocento, di una strada ferrata con carri trainati da animali per il trasporto del legname. Per decenni, infatti, l’enorme macchia di faggi del Gottero venne sfruttata in modo intensivo, sia per la produzione di carbone vegetale, sia per legname pregiato e da costruzione. Questo, trasportato con i carrelli, giunto sul ciglio del burrone sovrastante il torrente veniva fatto rotolare fino all’acqua che lo trasportava alle segherie più a valle.

Il cartellone che illustra i cinque percorsi del Monte Gottero
Il cartellone che illustra i cinque percorsi del Monte Gottero

Tra i cinque “Anelli del Gottero” ecco dunque segnalarsi La via dei carrelli (percorso di 32 chilometri che ripercorre il tracciato della vecchia strada ferrata) e L’anello di Giandì (tracciato panoramico di 28 chilometri che sale fino a 1.250 metri di quota). Ci sono poi L’anello di Fontana Fredda (19 km), L’anello di menage (17 km) e L’anello del corno (14,5 km). Particolarmente soddisfatto Antonio Tosi – consigliere comunale di Sesta Godano con deleghe ad agricoltura, ambiente e territorio – che ha curato tutto l’iter del progetto presentato nell’ambito dei programmi regionali di miglioramento, recupero e sviluppo del territorio e finanziato dalla Regione Liguria con 26.000 euro. “Sono davvero contento – ci ha detto – per essere riusciti a realizzare questo progetto dedicato soprattutto agli appassionati di mountain bike e che rientra in un ampio intervento di valorizzazione dell’area”. I progetti per il Gottero, infatti, non si fermano qui: il Comune di Sesta Godano, competente per territorio, punta anche ad un miglioramento forestale dell’area con un “piano di assestamento boschivo” per la manutenzione, il taglio e la valorizzazione dei 70 ettari di selva di proprietà del Comune e degli usi civici anche per limitare il rischio idrogeologico della zona. Inoltre, non lontano dal cippo dei 3 confini, sarà realizzato un rifugio in pietra adibito anche a posto tappa per quanti vorranno sostarvi lungo il percorso degli “anelli”. (p. biss.)

Il programma
L’intenso programma della mattinata di sabato 28 luglio si apre alle 9 con il ritrovo nella frazione di Chiusola e con la partenza alla volta del Gottero (in auto, a piedi, in mountain bike). Alle 11 è previsto l’arrivo al cippo di Menage posto nell’ultimo tratto della strada che sale poi in vetta; nei pressi del cippo sono previsti gli interventi delle autorità e il ricordo degli eventi della guerra. Dopo i saluti dei sindaci di Sesta Godano e di Zeri ci sarà l’intervento di Paolo Galantini, presidente del Comitato unitario della Resistenza della Spezia. Seguirà l’inaugurazione dei cinque “Anelli del Gottero” alla presenza dell’assessore della Regione Liguria Giacomo Gianpedrone. Alle 12,30 il pranzo a cura dell’organizzazione (a offerta libera) al quale seguirà l’animazione musicale con il gruppo “Piccola orchestra del libero pensiero” e con il rapper genovese “Mike from Campo”.

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