Filattiera: la storia di una comunità nell’Italia repubblicana

Presentato il libro di Pietro Leoncini; dalle prime elezioni e dal Referendum del 1946 alle Comunali del 1999

La home page del sito internet dedicato al libro
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Ci sono sessant’anni di storia nel libro Filattiera dal Referendum Monarchia-Repubblica alla fine del Novecento scritto da Pietro Leoncini con la collaborazione di Manuela Balestracci e Paolo Cereda e presentato sabato pomeriggio in una sala consiliare gremita e incapace di contenere tutti gli intervenuti. Quella che gli autori hanno definito “breve storia del comportamento elettorale nel Comune di Filattiera” è in realtà una finestra che si apre sull’ampio e variegato panorama di un territorio e della sua gente nel quale il senso di appartenenza e l’essere comunità sono caratteri davvero particolari e distintivi.
Così, fin dal primo approccio, il libro si rivela essere la restituzione di una ricerca che va ben al di là dei contenuti statistici relativi alle consultazioni elettorali, locali e nazionali, che si sono succedute dal 1946 al 1999. Una ricerca lunga e minuziosa, che il volume ci propone in modo chiaro ed omogeneo con numeri, grafici e tutti i nomi dei tanti protagonisti di una vita politica e amministrativa locale che prende avvio con le prime elezioni dopo oltre venti anni di regime fascista e i relativi condizionamenti.

La scheda per le elezioni comunali di Filattiera del 1946
La scheda per le elezioni comunali di Filattiera del 1946

Le urne sono quelle aperte il 17 marzo 1946 per l’elezione del Consiglio Comunale, alle quali Pietro Leoncini ci introduce con il capitolo dedicato alle vicende relative alle ultime fasi della guerra e alla nomina, da parte del locale Comitato di Liberazione Nazionale, del primo sindaco della Filattiera liberata. Il 27 aprile 1945 assume la carica di sindaco l’ing. Cesare Voglino che resta alla guida del Comune per circa tre settimane: è lui stesso, in qualità di presidente del CLN, a nominare sindaco Umberto Capiferri, “proveniente dalle file dei patrioti”, con il quale viene designata anche la prima giunta comunale del dopoguerra, composta da Carlo Ferrari, Luigi Balestracci, Andrea Pagani, Michele Cecconi, Alfredo Mori e Pietro Taddei, “persone tutte che mai hanno collaborato con le autorità nazi-fasciste”.
Ma, come avvenuto in molti altri territori, l’alternanza di quei primi sindaci è frequente e già a settembre Capiferri ha lasciato il posto a Emilio Leoncini che inizia a svolgere quel ruolo di guida per la comunità filattierese, che vedrà confermato nelle elezioni del 1946 e che si protrarrà fino al 1951, pur nello svilupparsi di vicende all’epoca tutt’altro che rare.
Tra le due elezioni comunali, il libro descrive molto bene il clima, gli avvenimenti e i risultati del Referendum Monarchia-Repubblica e delle elezioni per l’Assemblea Costituente (entrambe il 2 giugno 1946) nonché per le elezioni politiche del 18 aprile 1948, quelle dello scontro ideologico all’alba della guerra fredda e della polarizzazione del voto con le liste della DC e del Fronte Democratico Popolare social comunista che si aggiudicano da sole l’80% dei consensi.
A Filattiera come altrove la vittoria della Democrazia Cristiana è l’avvio dell’onda lunga che, nel 1951, porterà Dante Fiocca, alla guida del Comune; l’alleanza della DC con il MSI resisterà a lungo e soltanto nel 1975 le sinistre torneranno alla vittoria con Paolo Zammori.
Questi ultimi sono gli anni di un nuovo vento a livello nazionale, ma anche di storie locali che hanno lasciato il segno nel nostro territorio e che ancora oggi, a distanza di oltre quarant’anni, sono ben impresse nella memoria dei non più giovanissimi. Tra queste, l’ipotesi di realizzare una raffineria nella piana di Filattiera avrebbe infatti trasformato le comunali del ’75 in un vero e proprio referendum pro o contro il progetto.

Elezioni comunali del 1956:
la notte nella quale la “colomba” volò via!

23elezioni_FilattieraIl 27 maggio 1956 anche a Filattiera è domenica di elezioni comunali; la lista DC-MSI-Partito Monarchico che ha guidato il Comune negli ultimi cinque anni è sfidata da socialisti e comunisti uniti sotto il simbolo della “colomba” ispirata a quella disegnata nel 1949 da Picasso per il Partito Comunista francese e adottata dalle sinistre di tutta Europa. Lo scrutinio serale vede in vantaggio la “colomba” per 21 voti: a Filattiera si prospetta il ribaltone, così socialisti e comunisti festeggiano in piazza fino a tarda ora. Ma nella notte il risultato viene ribaltato e alla fine la DC con i suoi alleati è accreditata di 1007 voti contro i 965 degli avversari. Questo fu possibile perché in quegli anni era ammesso il voto disgiunto e proprio lo scrutinio dei voti ai consiglieri ribaltò quello conteggiato per le liste. Ancora oggi, a Filattiera, ogni tanto viene rispolverato il detto canzonatorio “la colomba l’è volà via…”. Quello fu l’anno della prima elezione a sindaco di Nello Balestracci che tuttavia dovette attendere il 29 giugno quando prevalse sul suo collega di partito, ma avversario nell’occasione, Francesco Rossi. All’epoca, infatti, erano i Consigli Comunali ad eleggere i Sindaci ma a Filattiera la maggioranza era divisa e nessuno dei due candidati riusciva a raggiungere gli 11 voti necessari. A fine giugno i 5 consiglieri della minoranza socialcomunista, che nelle precedenti votazioni si erano astenuti, decisero di esprimersi rompendo così lo stallo e permettendo l’elezione di Nello Balestracci.

(Paolo Bissoli)

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