Famiglia, società e Chiesa in dialogo per guardare al futuro

La Festa alla Covetta. È stata celebrata sabato scorso nella parrocchia di Maria SS. Mediatrice ad Avenza l’undicesima edizione

23festa_famiglia_2018b“Ora servono le cinghie di trasmissione per mettere in atto quello che qui avete ascoltato: e le cinghie sono i parroci e le parrocchie”: così ha concluso la serie di interventi il direttore dell’Ufficio per la pastorale familiare, Fausto Vannucci, all’undicesima Festa della famiglia che si è tenuta sabato scorso nella parrocchia della Covetta ad Avenza. Il rischio, infatti, è che le proposte presentate e discusse, alla fine restino lettera morta: solo belle parole e niente più.
“Non siamo qui a fare dell’accademia – ha sottolineato ancora Vannucci – bensì a progettare azioni concrete che incidano sul territorio e nella vita delle persone”. La festa della famiglia non è solo un momento di dialogo tra le generazioni, né un momento di divertimento e di svago. È un punto di arrivo e di partenza, per ripensare in chiave familiare l’azione evangelizzatrice della Chiesa diocesana. È per questo che si sono approfondite tematiche relative al lavoro, alla solidarietà, all’educazione e alla presenza sul territorio.
La festa era divisa in tre momenti: al mattino, dopo la preghiera, è stato presentato il progetto “Famiglia, società e Chiesa”, quindi la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal Vescovo Giovanni.
Dopo il pranzo offerto dalla Diocesi nel pomeriggio la terza tappa con gli approfondimenti dei vari ambiti e nei «capannelli» dedicati alla Comunicazione (presenti la rivista dei Focolarini e i settimanali diocesani Il Corriere Apuano e ToscanaOggi- Vita Apuana), alla Disabilità e al lavoro. Il progetto, illustrato nell’auditorium della chiesa, si articola in cinque ambiti di analisi e ricerca, ciascuno dei quali si è tradotto in proposte concrete da realizzare sul territorio.
23festa_famiglia_2018aIl gruppo che si è occupato di famiglia ed evangelizzazione ha presentato i grandi documenti della Chiesa, dalla Familiaris Consortio alla Amoris Laetitita, esaminando l’identità del progetto divino sulla coppia. A dare voce al lavoro di squadra, con slides e citazioni, è stata Renata Gianni, collaboratrice di don Maurizio Iandolo, all’ufficio per la catechesi e l’evangelizzazione.
Dal gruppo di lavoro che si occupa del rapporto tra famiglia e salute e che è animato dal dottor Pierantonio Furfori, sono emersi i vari disagi che, ogni giorno, devono affrontare coloro che accudiscono persone affette da malattie croniche. “Le famiglie che vivono nelle parrocchie – ha detto – dovrebbero trasformarsi in gruppi di pressione per chiedere all’Azienda Sanitaria alcuni servizi fondamentali alla persona”. S
ul fronte della formazione è stata sottolineata, da Walter Fiani, l’importanza della “scuola paritaria” per trasmettere alle future generazioni una educazione ispirata ai valori cristiani. La commissione lavoro ha invece proposto un aiuto ai giovani in cerca di occupazione.
“Presto sarà attivato un bando di concorso – ha spiegato Giorgia Tartaglia del progetto Policoro – per premiare la migliore idea imprenditoriale che valorizzi il territorio e nello stesso tempo recuperi alcune infrastrutture dismesse, contribuendo così a creare posti di lavoro in loco”.
Della commissione fanno parte anche il sindacalista Andrea Figaia e Agostino Dagnini. Per quanto riguarda il rapporto con le Amministrazioni locali, in un futuro non troppo lontano, le famiglie cattoliche e non solo si organizzeranno per stimolare gli enti pubblici a sostenere il “quoziente famiglia” e “accedere così – ha dichiarato Paolo Parodi, delegato della giunta Baracchini alle politiche famigliari – a riduzioni di spesa in alcuni servizi specifici, come già avviene in molti Comuni italiani”.
“Purtroppo lo Stato e gli altri enti non sostengono a sufficienza e in modo equo le famiglie, soprattutto quelle con più di quattro figli” hanno illustrato Andrea Bernardini di Pisa e Giovanni Sbocci di Pescia, rappresentanti della “Associazione nazionale famiglie numerose”.
I cattolici per essere più incisivi nella società e nella politica dovrebbero, quindi, superare gli approcci ideologici e gli steccati che spesso bloccano un autentico dialogo tra chi milita in opposti schieramenti. È quanto sostenuto da Matteo Gianni, responsabile della commissione che si occupa, in seno al progetto dell’Ufficio diocesano, di rapporti con “la città e il territorio”.
Il Vescovo Giovanni Santucci, nell’omelia della messa, celebrata a fine mattinata, ha ribadito l’importanza di “agire in rete” per chiedere alle Amministrazioni più sensibilità e più ascolto, “prendendo in considerazione risorse e bisogni della famiglia”. Soddisfazione per la riuscita dell’incontro è stata espressa da Fausto Vannucci, responsabile, insieme alla moglie, dell’Ufficio di pastorale familiare della Diocesi apuana.

R.B.

Condividi

Scrivi un commento