L’Associazione Mangia Trekking e la magia dell’alpinismo lento

Foto di gruppo dell'Associazione Mangia Trekking
Foto di gruppo dell’Associazione Mangia Trekking

La notizia è di quelle che fanno nascere nelle molte persone che amano muoversi a piedi la voglia di andare per sentieri. È l’Associazione Mangia Trekking a diffonderla, attraverso uno dei frequenti comunicati che rendono conto delle attività messe in cantiere e poi realizzate. Nei giorni scorsi, alcuni soci del Mangia Trekking e del Gruppo Escursionisti Bibbiano (GEB) della Val d’Enza hanno proposto un percorso molto interessante, uno dei molti, che, attraverso la Lunigiana storica, uniscono la montagna al mare. Dalla bassa collina di Riccò del Golfo, attraverso i piccoli borghi che gli fanno da corona, fino alle sovrastanti colline dove da tempo immemorabile l’uomo coltiva l’ulivo, nei versanti a mare, e il castagno in quelli che guardano all’interno. Poi i crinali, dove si alternano la macchia mediterranea, il carpino e il castagno. Lì giunti, lo sguardo è libero di vagare dal golfo genovese, alle cime del cuneese, alla costa versiliese, alle isole dell’arcipelago toscano, alla Corsica. Quindi la discesa e un di un tratto di sentiero delle Cinque Terre che conduce a Volastra, un balcone naturale a picco sul mare, per finire a monte di Manarola. Un cammino completamente immerso nella natura, che rimanda ad antiche tradizioni e fa riscoprire la fatica del lavoro con il quale nel corso dei secoli l’uomo ha conteso al bosco i terreni resi e conservati coltivabili. Di gran parte di tutto ciò oggi giorno resta poco, tanto lo spopolamento dei monti ha modificato l’ambiente.

I componenti del Mangia Trekking in cammino nei boschi della Lunigiana
I componenti del Mangia Trekking in cammino nei boschi della Lunigiana

Attraverso iniziative di questo tipo, in questi ultimi anni ha preso campo quello che viene definito “alpinismo lento e orizzontale”, che trae ispirazione dall’idea di mantenere vivo il contatto con la natura e, nel contempo, approfondire la conoscenza dei territori: in breve, il “turismo lento”. Una pratica sportivo-culturale che ha incontrato il gradimento di molte persone e che si caratterizza per essere adatto ad escursionisti di ogni età e formazione. È così che vengono riscoperti quei cammini che un tempo univano luoghi e culture e rendevano possibili le attività commerciali ed il baratto tra le comunità distribuite sugli opposti versanti delle montagne. Tra gli organismi locali maggiormente impegnati nella diffusione di questa pratica sportiva amatoriale è l’Associazione Mangia Trekking, che dal 2014 (anno di fondazione) propone la manutenzione e la valorizzazione di alcuni tratti di cammini storici, avendo per scopo “di promuovere l’attività sportiva, in particolar modo quella escursionistica, far conoscere la Val di Vara e realizzare il recupero di antichi sentieri ed insediamenti”. L’associazione prende il nome dal paese di Mangia (Sesta Godano, SP), un piccolo borgo fortificato, di origine medievale, che sorge lungo l’omonimo torrente. In questi anni molte sono state le iniziative avviate e portate a compimento: dalla segnatura dei sentieri al recupero di una cappella secentesca. Soprattutto molte escursioni, distribuite un po’ in tutte le stagioni dell’anno e anche notturne, alla riscoperta di tanti luoghi che fanno parte della storia locale. Significativa anche la collaborazione con i Parchi della zona, con la Forestale, la Protezione Civile, con la Provincia e con le Amministrazioni comunali della zona. Per informazioni: Associazione Sportiva Mangia Trekking; www.mangiatrekking.it; mangiatrekking@libero.it. a.r.

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