Giulivo Ricci memoria storica della Resistenza in Lunigiana

Sabato scorso si è svolta ad Aulla la lunga giornata promossa dalla locale sezione ANPI e dal Comune in ricordo dello storico, già insegnante e sindaco della città

Codolo di Zeri, 2002: Giulivo Ricci all’inaugurazione della lapide in ricordo della Resistenza
Codolo di Zeri, 2002: Giulivo Ricci all’inaugurazione della lapide in ricordo della Resistenza

Sabato Aulla e la Lunigiana hanno ricordato la figura di Giulivo Ricci e il suo contributo per lo studio, la conoscenza e la divulgazione della storia della Resistenza nel nostro territorio. Una iniziativa promossa dalla sezione intercomunale dell’ANPI di Aulla – Licciana Nardi e dal Comune con la collaborazione di numerose altre associazioni locali e provinciali.
Al mattino l’incontro in una sala “Tobagi” gremita dagli studenti delle scuole aullesi, che hanno avuto modo di avvicinarsi alla figura di uno storico che prima di essere tale è stato insegnante, preside e sindaco della città nei difficili anni del dopoguerra. Nel pomeriggio, nella sala consiliare, il ricordo delle associazioni.
Una giornata opportuna quanto “necessaria”, ormai alla vigilia del decimo anniversario della scomparsa, per riflettere sull’impegno di uno storico che, anche e soprattutto sul tema del recupero della memoria della Resistenza, ha tracciato una strada fondamentale.
I suoi primi studi risalgono agli anni Settanta quando, grazie alla quotidiana frequentazione con l’ambiente spezzino, collabora attivamente con il locale Istituto Storico della Resistenza; al 1978 risalgono due volumi ancora oggi di straordinaria importanza e attualità per contenuti e metodologia: Storia della Brigata garibaldina ‘Ugo Muccini’ e Storia della Brigata Matteotti-Picelli, ma già nel 1975 aveva pubblicato ad Aulla Avvento del fascismo, Resistenza e lotta di Liberazione in Val di Magra, nel trentennale della Resistenza, mentre l’anno dopo escono il libro Contributo alla storia della Resistenza in Lunigiana e l’articolo Appunti per una storia dell’antifascismo lunigianese. I gruppi di Merizzo e di Monti sulla rivista del Centro Aullese.
L’inizio degli anni Ottanta lo vedono partecipare attivamente alla costituzione dell’Istituto Storico della Resistenza Apuana che presiederà per lunghi anni dopo mons. Marco Mori.
In quell’atmosfera organizzò, nel 1986, un appuntamento di grande importanza per la comprensione di quanto accaduto nei venti mesi dell’occupazione nazifascista: il convegno Retrovie della Linea Gotica occidentale. Il crocevia della Lunigiana che si svolse ad Aulla, Pontremoli e Fivizzano, curandone anche la pubblicazione degli atti. Impossibile citare le centinaia di articoli, opuscoli e libri pubblicati fino ai primi anni di questo terzo millennio, così come è difficile ricordare le decine di iniziative da lui volute.
Ma non si può tacere il suo pluridecennale impegno per la salvaguardia della memoria esplicitatosi anche con la cura di lapidi e monumenti (che raccolse nel volume Itinerari della Resistenza Apuana) e il contributo che portò (partecipando al comitato promotore costituitosi alla metà degli anni Novanta) alla nascita del Museo Archivio della Resistenza alle Prade di Fosdinovo. Un museo all’epoca tra i più innovativi d’Italia, con un linguaggio studiato per trasmettere conoscenza alle generazioni più giovani ben sapendo che solo in questo modo principi e valori della Resistenza potranno continuare ad essere patrimonio della nostra società.

(p.biss.)

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