Russia: senza più avversari Putin supera il 76% dei voti

La festa guastata dal caso di Sergeij e Yulia Skripal. E l’Ocse parla apertamente di “restrizioni alle libertà fondamentali di assemblea, associazione ed espressione

12PutinPutin ha stravinto le elezioni di domenica scorsa: sulla carta gli altri sette contendenti non avevano alcuna possibilità di successo. L’avvocato dei diritti umani Alexey Navalmy, l’unico che avrebbe potuto essere un contendente quasi credibile, aveva invitato a boicottare il voto con l’astensione; invito caduto nel vuoto perché al voto è andato il 67,5% degli aventi diritto. Navalmy avrebbe potuto essere un buon avversario ma la sua candidatura è stata bocciata dalla Commissione elettorale a causa di una condanna a 5 anni per corruzione, secondo l’interessato a seguito di un processo basato su prove false e dove non è stata garantita la sua difesa. Un trattamento riservato in passato anche ad altri nemici.
Alla fine Putin ha stravinto col 76,63% di preferenze: oltre il 50% dei potenziali elettori lo ha di nuovo indicato come premier. Molto lontani gli altri: Pavel Grudinin all’11,84%, Vladimir Zirinovskij al 5,70%. Non tutto è andato liscio. Grande apporto è stato dato a Putin da tutti gli apparati statali, mentre nessuna visibilità, o quasi, è stata data agli oppositori di Putin.
Tutto era già scritto. L’Ocse parla apertamente di “restrizioni alle libertà fondamentali di assemblea, associazione ed espressione che hanno portato a una mancanza di vera competizione”. È un linguaggio diplomatico per dire che chi non era d’accordo non poteva farsi propaganda. Tutto era già scritto ed è per questo, oltre che per le varie questioni aperte con Mosca, che le cancellerie occidentali non si sono agitate più di tanto.
Non è un caso che il primo a complimentarsi con Putin sia stato il cinese Xi Jinping. L’uno e l’altro sono protagonisti di un regno che sembra non aver tramonto: Putin è al quarto mandato (“il successo è il nostro destino” dichiara), Xi ha appena cambiato la Costituzione che gli permetterà di regnare a piacimento. Russia e Cina sono saldamente ancorate a parvenze di democrazia, nelle quali i diritti civili sono spesso latitanti. Subito si sono affrettati, nelle congratulazioni, i leader delle ex repubbliche sovietiche: Kazakhistan, Azerbaigian, Tagikistan, Bielorussia, ma anche Cuba, Bolivia, Venezuela e… Siria. Paesi che non brillano per democrazia e rispetto dei diritti civili.
Alla fine la diplomazia ha portato anche gli altri governi a telefonate o a messaggi ma con toni discretamente sobri. Insieme alle congratulazioni non sono mancate le preoccupazioni per Ukraina e Siria, e il Medio Oriente in generale dove è necessario mettere fine ai combattimenti per trovare soluzioni di pace.
A pesare sul “gelo” occidentale, però, c’è il macigno del caso Sergeij e Yulia Skripal, trovati intossicati per avvelenamento a Salisbury, nel Regno Unito. Non è il primo attacco ad oppositori russi in occidente, ma in questa occasione è stato usato un gas nervino di tipo militare sviluppato dalla Russia e per la prima volta giunto sul suolo europeo. Intossicato gravemente anche un agente di polizia, ma avrebbe potuto mettere a rischio la vita di molte persone.
La premier Theresa May ha dichiarato che la colpevolezza della Russia è l’unica conclusione allo stato attuale delle indagini. Gli avvenimenti si sono verificati nei giorni precedenti le elezioni russe e Putin, che allora aveva negato ogni responsabilità, in seguito al voto di domenica ha rivolto un ironico “grazie di cuore” a Theresa May. È un grazie significativo, che la dice lunga sulla propaganda di regime: la Russia è accerchiata da tanti nemici; bisogna essere compatti per difendersi. Anche in Russia la paura è un grosso collante. Le prime dichiarazioni ufficiali sembrano più concilianti di quelle degli ultimi tempi: ci sarebbe la volontà di non riprendere la corsa agli armamenti e di riprendere relazioni costruttive con gli altri Paesi.

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