La Via Francigena di Montagna e la Via del Volto Santo

Filattiera. I due libri sono stati presentati nel Centro didattico di Sorano

pieve_SoranoSabato 17 febbraio, a partire dalle ore 17, nel Centro Didattico di Sorano a Filattiera, “Farfalle in cammino” in collaborazione con il Comune ospitante ed il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, hanno organizzato la presentazione del libro La via Francigena di Montagna di Oreste Verrini e la guida La via del Volto Santo di Nino Guidi e Oreste Verrini, rispettivamente guida ambientale e professore di economia e controllo dell’Università degli Studi di Pisa.
In apertura il saluto del sindaco Annalisa Folloni che, nel ringraziare gli autori, ha evidenziato l’importanza della via Francigena e quella del volto Santo: itinerari percorsi da un numero incalcolabile di pellegrini in una terra, la Lunigiana, dai mille volti ove ogni visitatore trova testimonianze secolari da scoprire e bellezze paesaggistiche da ammirare. Graffiti rupestri e statue stele sono testimoni muti della presenza dell’uomo nella nostra vallata, già in epoca preistorica. Una storia lunghissima impressa negli antichi manieri, sulle mura dei borghi, nei postali in drenazia, nelle pievi… di cui essere orgogliosi e da tramandare da una generazione all’altra, come hanno asserito anche Guidi e Verrini.
Nella guida “La via del volto Santo” gli autori, sulla base delle ricerche accurate, degli studi approfonditi ci offrono un supporto fondamentale per la scoperta di un percorso che si snoda fra i borghi, campanili, viuzze, piazze… raccontato con dovizia di particolari. Gli autori, infatti, essendo guide esperte del territorio, hanno annotato tutto, verificando l’ospitalità offerta dagli abitanti e le valenze architettoniche dei luoghi attraversati. Camminare a passo lento permette di cogliere sfumature rimaste integre, pregne di tradizioni e di emozioni capaci di riconciliare il corpo con l’anima.
09volto_santoLa via del volto Santo che, attraversando la Lunigiana settentrionale e la Garfagnana, conduce a Lucca, è stata, per un certo periodo, sicuramente più importante della Francigena. A partire dal 752, a Lucca, viene venerata la reliqua del “volto Santo”. Da tale data si sviluppa il suddetto percorso che snodandosi da Pontremoli e seguendo le posizioni delle antiche pievi (Sorano – San Cassiano Bagnone – Venelia Monti di Licciana – Soliera Fivizzano – San Pietro di Castello Garfagnana) giungeva a Lucca.
Interessante notare come l’inizio e la fine della via del volto Santo siano caratterizzati dalla presenza, nelle città di Pontremoli e Lucca, come ha scritto l’architetto Mauro Lombardi nella presentazione da due labirinti: chiari simboli del pellegrinaggio medievale. Il Cristo Tunicato, conservato nel Duomo di S. Martino, a Lucca, attira tantissimi fedeli anche ai giorni nostri. Il libro “La via Francigena di Montagna” raccoglie gli appunti di viaggio di Oreste Verrini lungo la Francigena di montagna, nominata recentemente, “Via del volto Santo”, ideale prosecuzione della via degli Abati.
Dieci giorni tra panorami mozzafiato in una Toscana poco conosciuta e lontana dal turismo di massa. Un territorio che regala a chi sa guardare, con gli occhi del cuore, un connubio affascinante tra passato e presente; amalgama di significati e di perché facendo proprio il senso del trascorrere del tempo che tutto cambia senza scalfire l’interiorità delle persone. E sono tante e diverse quelle che l’autore incontra nel suo “andare”. Eppure ognuna di loro ha qualcosa da regalare in sentimenti, emozioni, “sentiri” che arricchiscono l’umanità di ognuno aiutandolo a dare alla memoria un significato che, aldilà della semplice commemorazione, vada verso la costruzione di una nuova realtà basata sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente che lo accoglie.
Presente all’incontro anche Francesco Bola dell’Associazione “Farfalle in cammino” il quale ha ribadito la venerazione della nostra gente verso il volto Santo, venerato pure nella chiesa di Dobbiana.

Ivana Fornesi

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