Il mio caro vecchio Natale

Risvegliarsi nel 3015 e scoprire che il Natale non c’è più…

Una ipotetica città del futuro
Una ipotetica città del futuro

Mi svegliai all’improvviso al suono di una sveglia alquanto strana… non faceva il solito segnale a cui io ero abituata, ma ripeteva: “Su, alzati, sono le 7:30, oggi è il 21 dicembre 3015… il sole splende nel cielo e fuori ci sono 10 gradi. Forza, vestiti e ricordati che il Super ATV passa alle ore 7:58… FORZAAA!”. Ancora insonnolita guardai quello strano aggeggio e…come è possibile essere nel 3015?!… fino a ieri sera era il 2017, io vivevo vicino alla scuola e il più delle volte la raggiungevo a piedi, senza quel Super ATV… per un attimo mi sembrò di pensare come mia nonna, quando per la prima volta aveva visto il mio cellulare touch. Decisi comunque di alzarmi e scendere per capire che mezzo passasse davanti a casa mia. Appena fuori notai un traffico tremendo, vetrine con esposti marchingegni che mai più avrei immaginato di vedere, persone indaffarate che correvano da una parte all’altra, con la testa bassa senza guardarsi in faccia e senza mai sorridere. Erano tutti solamente intenti a premere su tastiere portatili con schermi in cui si vedevano immagini anche dal retro. Ad un tratto mi resi conto che in nessun negozio e, dico in nessuno, c’era una lucina di Natale, un alberello, un Babbo Natale che fino ad allora mi aveva fatto sognare e aveva reso i miei Natali così magici.

Un rumore improvvisamente mi distolse dai miei pensieri: doveva essere per forza quel Super ATV che mi avrebbe portata a scuola, infatti guardai l’orologio e mi accorsi che erano le 7:58 precise. Mi vidi davanti uno strano mezzo, senza nessuno alla guida, con all’interno tanti ragazzi come me, ma senza libri, senza nulla sulle spalle. Cercai di avvicinarmi ad una ragazza per chiederle spiegazioni ma secondo lei le mie domande erano fuori luogo, erano domande senza senso. Ero così stanca… ma ancora una curiosità l’avevo, allora mi feci coraggio e le chiesi: “Tra pochi giorni è Natale, tu dove passerai questa meravigliosa festività?”. Lei, con strafottenza, rispose: “Sentitela, la nonnina, pensa ancora al Natale, saranno più di duecento anni che il Natale non si festeggia, ma da dove arrivi? Io so di questa festa solamente perché New-Internet a volte ne parla, ci mostra anche quegli strani alberi tutti addobbati che usavano fare allora e che avevano un gusto così pessimo che io nemmeno per regalo lo vorrei!”.

Un albero di Natale tradizionale
Un albero di Natale tradizionale

Ero stanca, veramente stanca di sentirmi dire certe cose, di vedere tutto quel mondo così ostile per me… Arrivata a scuola, non c’erano banchi, erano tutti in piedi davanti a degli enormi schermi che ascoltavano spiegazioni di storia: dicevano che circa mille anni prima esistevano due torri a New York, le Torri Gemelle e che furono abbattute a causa di un attentato, che aveva cambiato il mondo… ma del Natale nessuno ne parlava, chissà se tra tutta quella gente c’era ancora qualcuno che piangeva, rideva, si emozionava e si fermava a guardare un tramonto come me. Basta, dovevo riprendere quel benedetto Super ATV e dovevo tornarmene a casa… Arrivata andai subito a cercare un albero, ne trovai uno che aveva una forma un po’ geometrica ma poteva andare, lo addobbai e la mattina seguente lo portai a scuola… ma che dico?… in quella sorta di ufficio ricoperta da maxi schermi… presi coraggio e lo collocai in mezzo all’immenso salone; devo dire che si perdeva, ma come simbolo poteva andare bene, corsi a cercare un microfono e non con poca paura mi feci avanti e iniziai così: “Se io oggi sto facendo questo è perché credo che valga la pena di farvi scoprire tutta quella magia che io ho avuto la fortuna di vivere attraverso il Natale, credo che sia importante, almeno in quella occasione spegnere tutti quegli apparecchi, guardarsi negli occhi e capire che chi si ha davanti è una persona in carne ed ossa; sarebbe opportuno stringerle la mano e augurarle un buon Natale, sarebbe bello per me farvi capire che questa festa che voi nemmeno conoscete perché forse presi da altre cose, per tantissimi secoli portò gli uomini ad essere un po’ più buoni, un po’ più solidali tra loro, anche solamente per un giorno… io vorrei trascorrere questa giornata assieme a voi, vorrei vedere ancora sorridere un bambino mentre spacchetta il suo giocattolo, vorrei vedere una mamma attorno ai fornelli indaffarata per far sì che questa festa sia speciale più delle altre”. Tutti erano incuriositi e vedevo che mi ascoltavano volentieri. Ad un tratto sentii un suono familiare che mi sembrava strano potesse esistere nel 3015. Ancora con gli occhi socchiusi mi svegliai e mi apparve la mia dolce cara sveglia del 2017. si era trattato solamente di un sogno; mi sarebbe però piaciuto vedere la faccia di quella ragazzina incontrata per caso sul Super ATV. Dopo un po’ arrivò mia mamma che mi buttò letteralmente giù dal letto perché era giunta l’ora di correre ai piedi dell’albero per spacchettare tutti insieme i doni. Ero felice che fosse il 2017, felice di poter passare quella meravigliosa giornata con persone che avevano ancora un cuore.

Vittoria Ravelli prima classificata del concorso
Vittoria Ravelli 

Vittoria Ravelli cl. 3B T.P.
I.C. “P. Ferrari” Pontremoli

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