La Provincia ha dato il suo ok, la Costa può riaprire

Da Massa Carrara è arrivata la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con l’autorizzazione all’attività di stoccaggio dei rifiuti da parte della ditta di Albiano. Dopo dieci anni di ricorsi, sentenze e proteste è arrivata la decisione della Provincia. Il Comune di Aulla ha quindi ritirato l’ordinanza con cui era stata bloccata l’attività. Hanno ripreso a lavorare i quindici dipendenti Costa. Mentre il presidente Rossi ed il sindaco Valettini promettono la delocalizzazione della struttura che pare molto complessa.

La sede della Costa ad Albiano Magra
La sede della Costa ad Albiano Magra

Dopo quasi dieci anni di ricorsi, sentenze, blocchi delle attività, ricorsi in appello, passaggi di competenze conseguenti alla riforma delle province, la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa al sito della Costa Mauro di Albiano è conclusa: la Provincia di Massa Carrara, competente in materia di rifiuti, valutato l’impatto che l’attività di stoccaggio rifiuti ha sull’ambiente, ha autorizzato l’attività della ditta. Un’autorizzazione che per un corto circuito politico e amministrativo arriva dopo un lunghissimo periodo di autorizzazioni provvisorie e rispetto alla quale determinante è stato il parere di Gaia, secondo il quale le acque piovane che dilavano i piazzali di lavorazione dei rifiuti non inquinano il Magra e i vicini pozzi dell’acquedotto di Albiano e Caprigliola. La prima conseguenza della VIA è stato il ritiro, da parte del Comune di Aulla, delle ordinanze con cui ad aprile il dirigente all’urbanistica Franco Testa disponeva il blocco dell’attività proprio in ragione dell’assenza di un’autorizzazione allo scarico delle acque di dilavamento. Una vicenda, quest’ultima, che ha innescato l’ennesima, intricata, battaglia legale della quale si aspettava la sentenza del Tar il prossimo 5 dicembre ma che nel gioco di ricorsi e controricorsi aveva nuovamente bloccato l’attività. Ad esultare sono state quindi le maestranze della Costa, una quindicina di dipendenti, più altri 30 lavoratori dell’indotto trasportistico, che dopo quasi tre settimane di presidio sotto il Comune di Aulla, manifestazioni e momenti di tensione, hanno potuto gioire per l’imminente ripresa dell’attività. I lavoratori della Costa Mauro hanno segnato un ulteriore punto ottenendo un incontro con il Presidente della Regione, Enrico Rossi, giunto a Massa il 10 novembre per illustrare dettagli dell’accordo di programma per l’area di crisi di Massa Carrara. Un incontro che ha fatto infuriare il Comitato Uniti per Albiano, che ha rivendicato la mancanza di parità di trattamento da parte di Rossi, anche per il mancato invito al tavolo di crisi svoltosi in Regione pochi giorni prima, al quale erano presenti tutte le altre parti sociali e istituzionali coinvolte. Sarà proprio Firenze a giocare un ruolo decisivo, a questo punto dell’intricatissima vicenda albianese. Costa dovrà ora rivolgersi alla Regione per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), il provvedimento che autorizza l’esercizio di attività industriali stabilendo le misure che l’azienda dovrà adottare al fine di evitare o ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo. La Regione avrà tre mesi per evadere la procedura ma nel frattempo, per permettere il riavvio dell’attività lavorativa, se ci saranno le condizioni tecniche, potrebbe rilasciare un’Autorizzazione Provvisoria. Per gli albianesi, oltre al «forte controllo su un’azienda che opera vicino alle abitazioni» promesso dal Presidente della Regione, arriva l’impegno ad un’ipotetica delocalizzazione, sia da parte di Rossi («proporrò alla Provincia e al Comune di Aulla di istituire un tavolo tecnico per arrivare a trasferire quell’azienda in un’altra area») che del sindaco Roberto Valettini. Una promessa per ora molto generica e su cui pende un dubbio di fondo: chi vorrà prendersi in casa propria un’azienda di trattamento rifiuti senza opporre resistenza? Nelle foto: in alto un momento della protesta dei lavoratori della Costa durante la sospensione dell’attività della ditta. Sotto la sede dell’azienda.

Davide Tondani

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