L’ Austria sceglie di guardare a destra

Alle elezioni di domenica vince il conservatore Kurz, leader del Partito popolare

Sebastian_KurzLe elezioni per il Parlamento austriaco di domenica scorsa hanno un vincitore: Sebastian Kurz (nella foto), trentunenne, che ha guidato il Partito popolare austriaco (Övp) alla vittoria dopo 15 anni, aggiudicandosi il 31,4% dei suffragi con la lista a lui intitolata. La vittoria personale di Kurz è confermata dal dato elettorale, che ha visto i Popolari crescere di oltre 11 punti nei consensi (erano al 20% nel maggio scorso, al momento dell’inizio della crisi di governo in Austria).
Dopo essere stato il più giovane ministro degli Esteri europeo, Kurz si avvia, quindi, a diventare il più giovane cancelliere austriaco della storia. Tuttavia, il suo partito non raggiunge una maggioranza tale da poter governare da solo. L’estrema destra (Fpö) di Heinz Christian Strache si attesta al secondo posto con il 27,4%; i socialdemocratici (Spö) del cancelliere uscente Christian Kern, primi fino al 2013 e finora al governo con il partito popolare di Kurz, si fermano al 26,7%.
Dato, però, che le posizioni dei due partiti si sono capovolte a più riprese durante lo scrutinio, solo dopo lo spoglio dei 780mila voti per corrispondenza sarà possibile avere i numeri esatti; questo anche per quanto riguarda il vincitore. Comunque sia, si delinea una netta maggioranza per un governo di centrodestra formato dai popolari di Kurz e dai liberalnazionali Fpö.
Tramontata, senza appello, l’ipotesi di un governo arcobaleno di Spö, liberali, Verdi (sotto la soglia di sbarramento del 4%) e lista Pilz: tutti assieme si fermano al 40,5%. La presidente dell’Azione cattolica austriaca, Gerda Schaffelhofer, attende di valutare la messa in pratica del programma elettorale del futuro cancelliere, leader di un partito in origine di ispirazione cristiano sociale, precisando che “un rafforzamento delle leggi sull’immigrazione, come ribadito nella campagna elettorale, non porta in alcun caso una firma cristiano sociale”.
Queste considerazioni sono dettate dalla sterzata a destra impressa da Kurz al suo partito: cavalcando il malcontento dell’elettorato, in particolar modo sulla questione migranti, e facendo leva sulla sua immagine giovanile è riuscito a raccogliere voti a destra, ottenendo il duplice risultato di aver aumentato i suoi consensi e limitato quelli indirizzati a Strache.
Comunque sia, fa impressione il fatto che un Paese che ha dato i natali ad un triste personaggio come Hitler possa anche solo immaginare di risolvere i suoi problemi lasciandosi affascinare dal canto delle sirene rappresentato dalle ideologie della destra estrema.

a.r.

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