Sul Monte Cucchero svetta un campanile voce di nove paesi

Valdantena. L’inaugurazione ufficiale della nuova struttura si terrà il 6 agosto

campanile-monte-cuccheroLa vetta del Monte Cucchero ospita, ormai da alcune settimane, una bella struttura simbolica, realizzata con tanto impegno da alcuni volenterosi residenti delle nostre convalli: un campanile stilizzato, parte terminale di una piramide alla base della quale sono posti a chiara memoria dell’intento originante, i massi con incisi i nomi del paesi di Cargalla, Casalina-Valdantena, Cavezzana d’Antena, Gravagna San Rocco, Gravagna Montale, Montelungo, Santa Maria della Cisa, Succisa e Pracchiola. Il manufatto è un chiaro simbolo della voce comune che vorrebbe uniformare le voci dei nove campanili, il cui suono, soprattutto nelle giornate festive, rimbalza tra i crinali dei contrafforti appenninici permettendo alle singole realtà di avvertire la presenza palpabile dei paesi circonvicini. Un simbolo, ma soprattutto un significato profondo, più concreto oggi che i nostri paesi si stanno sempre più spopolando e il desiderio di sentire la vicinanza di chi ancora abita tra i nostri monti si fa momento di condivisione e di conforto.

nove-paesi--campanile-cuccheroOra che il lavoro è compiuto, giunge l’opportunità di ufficializzarne la presenza ed il valore, per cui domenica 6 agosto gli abitanti dei nove paesi saliranno sulla vetta del Cucchero, scelta da fratel Giuseppe Maestri pochi mesi prima della sua scomparsa, per l’inaugurazione del monumento. Niente di eclatante nella sostanza, solo una nuova occasione di incontro che sarà consacrato dalla celebrazione della S. Messa alle 12, seguita da un momento conviviale nel corso del quale sarà data notizia ufficiale anche della borsa di studio annuale di 2.000 euro, intitolata appunto ai nove paesi assemblati dal campanile, che l’associazione promotrice ha voluto istituire, sicuramente per i prossimi sei anni, a favore di giovani abitanti in una delle nove frazioni che si distinguano per merito scolastico o presentino necessità economiche a sostegno della loro attività di studio tali da dover essere supportate in qualche modo. Un’iniziativa, quest’ultima, che esalta in modo concreto l’impegno delle piccole comunità che guardano al campanile, che le assiste dall’alto del crinale, più che mai unite per trovare occasioni per costruire obiettivi comuni che mantengano sempre elevato quel senso di comunità che la realtà sembrerebbe poter spegnere, ma che invece trova nuova linfa proprio nel desiderio di sostenersi a vicenda quando la necessità lo richieda. All’appuntamento, ovviamente, sono invitati quanti amano le nostre montagne e desiderano rendersi conto di come le nostre convalli possano ancora essere vitali e capaci di costruire cose importanti per sentirsi unite. l.b.