Nelle elezioni di Carrara nessun cenno alla viabilità con la Lunigiana Orientale

strada isolanoPuò darsi che ci sia sfuggito o che al fatto non sia stato dato il giusto rilievo dai media. Certo è che, nella pur combattuta campagna elettorale per il sindaco di Carrara, nessuno dei contendenti in ballottaggio sembra abbia “toccato” il problema del collegamento viario tra la città e il resto della provincia e, in particolare, con la Lunigiana Orientale. È altrettanto vero che la viabilità di questo tipo può non essere di esclusiva competenza del Comune, ma in una visione generale di sviluppo di un territorio come quello di Carrara non può, a nostro giudizio, non essere previsto, da chi andrà ad amministrarlo, un impegno per dare una soluzione, in collaborazione con le altre Istituzioni interessate – Regione e Provincia in primis – ai numerosi disagi e pericoli che le persone incontrano nei loro trasferimenti, anche quotidiani, sulle strade esistenti. Per non parlare, poi, del trasporto del marmo dalle cave del Sagro, che ha innescato recentemente una dura polemica tra i sindaci di Fivizzano e Fosdinovo. Eppure il prof. Francesco De Pasquale, candidato per il M5stelle, per qualche anno ha percorso la Spolverina per raggiungere le Scuole Medie di Monzone, dove insegnava. Ora, poi, la situazione è ancora peggiore, anzi, nel tratto che conduce a Marciaso, la strada provinciale è “ufficialmente inagibile” a causa di varie frane, anche se regolarmente transitata a rischio e pericolo degli automobilisti. Sicuramente l’avrà percorsa anche l’altro candidato a sindaco, Andrea Zanetti, comunque informato sullo stato delle cose e sull’utilità, anche economica, di questa e di altre strade, vecchie o “sognate”. A proposito di queste ultime, purtroppo, bisogna registrare un comportamento comune un po’ a tutte le Amministrazioni. Quando, appena elette, si insediano, molto spesso fanno tabula rasa del passato e iniziano a governare come se non esistesse una storia dei vari problemi e delle scelte fatte, alcune certamente da eliminare, altre, invece, da valutare seriamente e da portare avanti. È il caso, ad esempio e a nostro modesto giudizio, del collegamento fra la Lunigiana Orientale e Carrara e, quindi, con la costa, definito con vari nomi e oggetto, in un passato non lontanissimo, di numerosi incontri e convegni – tecnici, politici, economici – degli amministratori di Carrara, della nostra provincia, del comune di Fivizzano, della Regione Toscana con gli omologhi di Reggio e dell’Emilia Romagna. Nonostante al Ministero dei Trasporti sieda il reggiano Graziano Del Rio, sembra che tutte le auspicate previsioni viarie siano finite in oblio, come l’immenso lavoro portato avanti su questo tema dal prof. Gino Chinca, sia in qualità di amministratore che di semplice cittadino. La sua conoscenza del territorio, le sue analisi, il sostegno di pareri tecnici, le sue intuizioni sui possibili tracciati, la sua passione per le problematiche stradali l’hanno portato ad essere, nella considerazione generale, il più grande ed esperto “progettista” dell’ideale soluzione di questa viabilità, con le sue diramazioni. Siamo anche convinti – paradossalmente, ma non troppo – che se avesse avuto “carta bianca”, con la disponibilità di un tecnico e dei soldi impiegati – oltre 30 milioni di euro – nella variante di Santa Chiara, ora da Fivizzano si potrebbe raggiungere Carrara in 10/15 minuti, passando anche sulla variante di Gragnola. Ma un esempio – quanti ce ne sarebbero! – di memoria corta si è registrato anche a proposito della nuova piscina di piazza della Libertà, che qualche decennio fa era una vasta area degradata, inutilizzabile e attraversata da un canale. Grazie all’impegno dell’assessore Chinca e all’interessamento dell’on. Andrea Negrari e del sindaco Antonio Moratti, cugino dell’allora ministro Sullo, fu concesso un finanziamento di 30 milioni, che ridiedero dignità a quella zona, dove qualche anno dopo, sindaco Giancarlo Fanfani, fu realizzata l’attuale piazza-parco. Un loro parere sull’impatto della piscina rispetto alla idea progettuale originaria avrebbe aiutato una decisione più convinta, sicuramente più motivata, in merito alla sua costruzione o meno. Se questo gesto non è stato fatto, si sarebbe di fronte ad una forma di mancanza di riguardo e di pubblica riconoscenza verso chi ha operato con impegno nell’interesse del proprio territorio, ma forse si potrebbe anche parlare di un’occasione persa per dare senso al valore di comunità e concretezza e continuità all’idea di una sua organizzazione generale, che non può mutare e contraddirsi continuamente. Andreino Fabiani