Una bella lezione di archeologia e paleografia al Cinema Manzoni l’8 giugno ha intrattenuto il pubblico su un periodo intermedio tra gli ultimi testi veterotestamentari e la scrittura dei Vangeli. Nella Palestina al tempo di Gesù infuriavano contrasti tra gruppi ebraici (esseni, sadducei, farisei, sacerdoti del Tempio) mentre i Romani conquistavano e prendevano Gerusalemme nel 70 d.C.
Fu circa un secolo di vicende complesse ricostruibili dagli scavi archeologici e studio di codici, proposto in tutta la sua problematicità da don Pietro Pratolongo, preside della Scuola teologica diocesana (promotrice dell’incontro col Corriere Apuano), che ha richiamato la vita del gruppo degli Esseni, asceti intransigenti sulla purezza, praticavano abluzioni quotidiane evitando contaminazioni.
Una comunità essena si stabilì a Qumram, la città dei rotoli, nella depressione (417 m. sotto il livello medio del mare) che gravita sul mar Morto: era dedita allo studio, la preghiera, il lavoro, la riproduzione su pergamena di libri biblici e loro interpretazioni. In 11 grotte del sito di Qumram furono trovati circa 800 manoscritti nascosti arrotolati dentro giare, il rotolo conservato integro è quello di Isaia (I Salmi).
Il prezioso materiale recuperato è ridotto in 140mila frammenti, è stato ricomposto e conservato nel Museo del libro di Gerusalemme. I danni sono stati gravi per saccheggi di soldati romani, bizantini, crociati, arabi, pastori e per l’umidità. La grotta 11 Q, contenente 30 manoscritti, è stata scavata per definirne la stratigrafia con una recente (7-15 marzo 2017) missione archeologica, col contributo dell’Università della Svizzera italiana, a cui ha partecipato Chiara Mariotti insegnante di religione a Carrara e alla Scuola diocesana di teologia; col video e con le parole ha trasmesso il suo entusiasmo e preziose informazioni sulla grotta e sulla scoperta di un’altra adiacente ancora da aprire. Il moderatore don Alessandro Biancalani ha arricchito con altre note di paleografia biblica.



