Pontremoli – Rocca San Casciano: resta “caldo” il gemellaggio nel nome dei Falò

Viaggio in Romagna per la delegazione dei fuochisti pontremolesi di San Geminiano ospiti di quelli del rione Mercato di Rocca San Casciano nel decennale dell’amicizia sancita nel 2008

Rocca San Casciano (FC), 23 aprile 2017: foto ricordo dei fuochisti pontremolesi di San Geminiano con quelli locali del rione Mercato
Rocca San Casciano (FC), 23 aprile 2017: foto ricordo dei fuochisti pontremolesi di San Geminiano con quelli locali del rione Mercato

Era il 2008 quando Carlo, un contradaiolo del rione “Mercato” di Rocca San Casciano – località di quasi duemila abitanti in provincia di Forlì e Cesena – si manifestò sul blog del falò pontremolese di San Geminiano: ad accomunare il gruppo con quello dell’Appennino romagnolo i colori rosso e bianco. Da quel primo contatto scaturì il viaggio di un manipolo di fuochisti da Pontremoli a Rocca: “fu quello – spiegano i pontremolesi – l’inizio casuale della nostra amicizia che ancora oggi coltiviamo e che nel tempo cresce, si consolida e si trasmette ai più giovani”.
Un’amicizia “nata davanti ad un fuoco” e che si basa su una passione comune, anche se – a ben vedere – sono tante le differenze tra le due manifestazioni che si tengono il 31 gennaio, festa del Patrono, a Pontremoli e nel mese di aprile a Rocca San Casciano, dove l’accensione dei due “pagliai” (come vengono definiti in terra romagnola) avviene in contemporanea con le pire divise solo dalle acque del torrente che attraversa il paese.
Quest’anno la Festa dei Falò si è svolta il 23 aprile, alla presenza della delegazione ufficiale dei fuochisti biancorossi arrivati da Pontremoli; l’incontro è stato l’occasione per ribadire l’amicizia e sancirla con le parole di una dichiarazione comune letta nel corso della manifestazione e che si conclude così: “È davanti ad una fiamma che arde che nascono le intese più sincere, più autentiche, disinteressate e senza secondi fini – ci tengono a ricordare i “gemelli” – noi San Geminiano, noi Mercato, che di radunare gente a fare amicizia davanti a un fuoco che illumini la notte e bruci i cattivi pensieri abbiamo quasi fatto una ragione di vita, queste cose le sappiamo bene. Per questo la nostra amicizia arderà ancora a lungo, ben oltre questi primi 10 anni”.

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