Zeri: tre milioni di euro per fermare le frane

Il progetto, partito recentemente, prevede la bonifica dell’area di Patigno
Sono previsti sei interventi (da 500mila euro ciascuno) che intendono “fermare l’acqua”, che rappresenta il motore che fa muovere la montagna

frane-ZeriUn progetto da tre milioni di euro per la messa in sicurezza di tre fronti di frana a Zeri sul versante di Patigno, Val di Termine e Noce. Il primo intervento dei sei previsti (da 500mila euro ciascuno) cominciato nei giorni scorsi e prevede la bonifica di tutta la zona di Patigno, dal fiume di acque sotterranee da cui si scatenano i movimenti franosi. Un’opera da 500mila euro, finanziata dal Ministero dell’Ambiente (70%) e dalla Regione Toscana (30%), il cui progetto è stato realizzato dal geologo Riccardo Caniparoli in collaborazione con l’ingegnere Stefano D’Andrea.

Patrigno di Zeri
Patigno di Zeri

La prima parte del progetto è in corso d’opera nella zona di Patigno alta sopra l’abitato. L’intervento comprende la realizzazione di quattro pozzi a sifone, altri sette verranno invece costruiti nella zona della chiesa. Poi verranno sistemate le sorgenti abbandonate. In pratica si realizzeranno dei pozzi sifonati che mantengono la pressione della massa in movimento a livello di sicurezza, in modo da non innescare i movimenti franosi. Una frana dalla base di un chilometro e mezzo, lunga tre chilometri e mezzo che ha come motore l’acqua e quindi si muove di circa due centimetri l’anno, in concomitanza con gli eventi pluviometrici (le grandi piogge) e nevosi. Un lavoro complesso e articolato che avrà come obiettivo quello di “fermare l’acqua”, e di conseguenza il motore che fa muovere la montagna sopra l’abitato di Zeri. Un rischio che pendeva sulla testa degli abitanti da lungo tempo tanto che è a rischio il cimitero locale e la chiesa dedicata a San Lorenzo è chiusa da 35 anni per sicurezza.

Il sindaco di Zeri, Egidio Pedrini
Il sindaco di Zeri, Egidio Pedrini

“È la prima volta – sottolinea il sindaco Egidio Pedrini – che si interviene al monte sulla difficile situazione di Zeri che, lo ricordo è una zona sismica e deve fare i conti con un esteso versante franoso. Come sindaco mi sento in dovere di mettere in sicurezza il mio paese e in particolare la chiesa di San Lorenzo e il cimitero”. L’intervento di prosciugamento della zona richiederà un cantiere di sei mesi. Seguirà un pacchetto di altre cinque azioni antifrana. Dopo la messa in sicurezza del cimitero e della chiesa di Patigno toccherà a Adelano e Valditermine. Ma come sempre questi lavori chiamano in causa i tanti errori del passato, specie per come si è costruito come evidenzia il progettista Caniparoli “Il fenomeno si è complicato – spiega il geologo – per gli interventi sbagliati del passato che hanno portato all’installazione di diaframmi di cemento armato nel tentativo di bloccare i movimenti franosi. Si è creato un effetto diga sotterraneo e le acque ristagnano pericolosamente sotto il pendio. Occorrono invece scelte naturali per riequilibrare le forze della montagna, tenendo presente che non si può modificare la permeabilità dei terreni”.

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