Dagli elettori di Massa Carrara un chiaro ‘no’ alla Riforma Boschi

In linea col dato nazionale e le aree vicine ma in controtendenza rispetto alla Regione. In tutti i Comuni vince il no col picco di Tresana (63,6%) e il quasi pareggio a Casola (50,7%). Alta l’affluenza media (68,89%), 6 comuni sopra il 70%, solo Zeri sotto il 60%

I dati del voto del Referendum in tutti i comuni della Provincia

I dati del voto del Referendum in tutti i comuni della Provincia

è stata la provincia di Massa Carrara, con il 68,89%, a vedere la minore percentuale di elettori recarsi ai seggi in una Toscana che, con il 74,45% di votanti si è collocata ben al di sopra della media nazionale. Da queste parti, come emerge dalla tabella proposta in questa pagina, la percentuale di quanti hanno votato varia fra il 75,45% di Villafranca in Lunigiana ed il 56,66% di Zeri, con una “forchetta” di quasi 19 punti. E, per rapportarci alla media nazionale, il 68,48% (una percentuale alla quale le ultime consultazioni, non solo referendarie, ci avevano disabituato), sono diversi, oltre a Zeri, si sono fermati più in basso Casola (66,50%), Carrara (67,61%), Mulazzo (68,02%) e Fivizzano (68,35%). Realtà che, se di montagna, pagano le caratteristiche di una popolazione anziana talora residente sul territorio, ma di fatto dimorante presso familiari trasferiti altrove per ragioni di lavoro. Ma il dato più eclatante viene dall’esito del voto. In Toscana, come in Emilia Romagna e nel Trentino Alto Adige, il voto è andato in controtendenza. Nella nostra regione i Sì alla riforma Boschi (che il voto nazionale ha sepolto – assieme al governo dell’ex sindaco di Firenze – sotto una valanga di No) sono stati maggioritari, il 52,51% mentre i No hanno vinto in quattro province: Massa Carrara (58,47%), Lucca (53,47%), Grosseto (53,10%) e Livorno (50,72%) A Pisa i Sì si sono imposti sul filo di lana col 50,02%, ma altrove la condivisione della riforma costituzionale è stata più evidente, con Firenze al 57,71%, Siena al 57,18%, Prato al 55,72%, Arezzo al 54,07%, Pistoia al 52,14%. In sintesi a tradire Renzi in Toscana sono state le province marginali e, in parte, Livorno dove la guida del capoluogo è del Movimento 5 Stelle con il sindaco Nogarin. C’è, poi, un altro aspetto che merita considerazione. Se si leggono i dati dei comuni della nostra provincia emerge come ovunque si sia registrata la vittoria dei No, con percentuali fra il

Voto referendum nelle sezioni di Pontremoli
I dati del voto del referendum nelle 22 sezioni del Comune di Pontremoli

63,60% di Tresana ed il 50,73% di Casola. Un dato che non appare congruente con le valutazioni nazionali, che parlano di un rifiuto della riforma laddove è stata più forte la componente giovanile recatasi alle urne. E dalle nostre parti non si può di certo dire che l’età media dell’elettorato sia bassa! Probabilmente hanno giocato scelte di partito e soprattutto ha avuto presa lo stato di disagio dell’elettorato, pressato fra la mancanza di lavoro, l’inefficienza delle scelte amministrative, la conflittualità permanente che oppone comune a comune o anche campanile a campanile e si traduce in un progressivo declino di un territorio che non ha più nemmeno la forza di cogliere le opportunità che pure possiede, anche cospicue. Uno sguardo ai confini, guardando alle aree appartenenti alle regioni confinanti, ci mostra che nella provincia di Parma, dove il No si è attestato al 52,63%, i comuni dell’Appennino che confinano con l’Alta Lunigiana hanno offerto esiti omologhi: ad Albareto il No ha vinto con un sonoro 64,93%, a Berceto con il 55,68%, a Borgo Val di Taro con il 57,37%, a Monchio delle Corti con il 51,40%. Diverso l’esito a Corniglio, dove il Sì si è attestato al 50,87%, così come a Ventasso (50,22%), in provincia di Reggio Emilia, dove il referendum ha registrato la prevalenza del Sì con il 51,71%. Sempre nella Lunigiana orientale, là dove questa confina con l’Alta Garfagnana, a Minucciano è prevalso il No col 50,34% mentre il Sì ha conquistato Vagli Sotto (52,94%) e Sillano Giuncugnano (52,14%.) Il No ha vinto anche a Stazzema (60,73%), Forte dei Marmi (55,37%), Pietrasanta (56,51%) e Seravezza (58,62%). Spostandoci in Liguria, nella confinante provincia della Spezia, dove il No ha raggiunto il 58,99%, questo si è confermato prevalente a Zignago (62,94%), Follo (61,44%), Sesta Godano (60%), Calice al Cornoviglio (58,56%), Sarzana (58,37%), Bolano (57,69%), Rocchetta di Vara (57,44%), Castelnuovo Magra (56,99%), Santo Stefano di Magra (56,95%) ed Ortonovo (56,38%). Per quanto riguarda Pontremoli siamo in grado di proporre anche il voto nelle singole sezioni, dove si è vista la vittoria del Sì nei seggi di Succisa e Gravagna, poi alcuni pareggi (Molinello) o quasi (Guinadi, seggio n. 2 di via Roma, Teglia) e per il resto, soprattutto nelle sezioni del capoluogo, una vittoria più marcata del No. La percentuale dei votanti, pari al 72,59%, è variata dal 78,69% del seggio n. 19 di via Roma al 42,27% di Guinadi San Rocco.

 

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