Alessandro Malaspina e quelle nuove scoperte di terre e di popoli

Le spedizioni del Settecento arricchiscono la scienza della terra e la conoscenza dell’uomo

Descubierta y Atrevida
Le navi Descubierta e Atrevida con le quali Alessandro Malaspina realizzò la grande spedizione attorno al mondo

La spedizione scientifica di Alessandro Malaspina si colloca in un clima culturale molto vivo in tutto il sec. XVIII. Gli Europei erano entrati in contatto con paesi e popoli diversi già nel tempo antico e medievale, ma l’era delle scoperte geografiche parte dai secoli XV e XVI con le grandi imprese di Vasco de Gama, Colombo, Magellano, Vespucci, i Caboto, con conseguenze (colonialismo, rivoluzione dei prezzi, nuova mentalità) ai diversi livelli – economico, politico, religioso, culturale – che hanno inciso sulla storia successiva e molti problemi da esse sollevati , come il rapporto tra Europa e resto del mondo, attendono ancora una soluzione più aperta e più equa. Nel Seicento l’avventura esplorativa si affievolì; due i navigatori significativi: l’inglese Henry Hudson che, ricercando il passaggio a Nord Ovest dall’Atlantico al Pacifico, risalì il fiume e la baia canadesi che da lui prendono nome; e l’olandese Abel Tasman che nel 1642 avvistò la Nuova Zelanda e scoprì l’isola Tasmania. Fu il “secolo dei lumi” a rinvigorire l’ulisseo ardore di esplorare l’ignoto. Ormai scoperti continenti e rotte marittime, i navigatori andarono a frugare oltre, mossi da interesse scientifico. James Cook nel 1768 comandò una spedizione scientifica nei mari del Sud, esplorò la Nuova Zelanda. In un secondo viaggio nel Pacifico scoprì le isole Marchesi, le Nuove Ebridi, la Nuova Caledonia, superò il circolo polare antartico e iniziò l’esplorazione dell’Antartide. Nel 1770 trovò l’Australia, la corona inglese poi la colonizzò con i forzati impiegati in allevamenti ovini; nel 1773 scoprì le isole omonime. Chiamiamo Oceania l’insieme dell’Australia e delle moltissime isole del “continente marittimo” australe raggruppate in Polinesia, Melanesia e Micronesia. Esplorazioni nel Pacifico fece il francese Bouganville che nel 1767 scoprì molte isole, tra cui la sua omonima nelle Salomone; ha dato il nome anche alla pianta che è un trionfo di fioritura e di colore nei paesi mediterranei. Il danese Bering scoprì lo stretto, il mare e le isole che separano per soli 92 km. America e Asia, esplorò la penisola Kamĉatka, l’Alaska. La Pérouse francese scoprì lo stretto tra le isole Hokkaido e Sachalin. Il tedesco Humboldt fece un lungo viaggio in America Latina, i dati scientifici li raccolse in 35 volumi, dà nome alla corrente fredda del Perù. Nel XIX secolo al centro ci fu l’Africa con mire anche colonialiste: le imprese furono di Livingstone, Stanley e Bottego di San Lazzaro Parmense che in Etiopia esplorò la Dancalia e i fiumi Omo e Giuba. In altre parti si diresse il norvegese Amundsen che aprì il passaggio a Nord Ovest e raggiunse il polo Sud nel 1911. Peary nel 1909 era giunto per primo al polo Nord. Il XX secolo ha mirato oltre con le astronavi sulla Luna e prossima meta sarà Marte.

Maria Luisa Simoncelli

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