“Parlèr an dialèt” diventa un imperativo!

Sembrava una scommessa perché organizzare una serata tutta impostata sulla lingua dialettale pontremolese nel pieno di un’estate senza dubbi ricca di eventi qualche rischio lo proponeva. Invece, colpo di scena: la Piazzetta della Pace del Comune piena fino all’inverosimile, con molti disillusi per la mancanza di posti a sedere. Il tutto impostato dalla voglia di far capire che il nostro dialetto, ovvero la lingua pontremolese, sia più di qualcosa di pretestuoso, ma una realtà inoppugnabile, sulla quale impostare un futuro da offrire ai nostri giovani per ritrovare la loro identità più naturale. Lo spettacolo, tutto giocato sulla improvvisazione, come logico per le cose di casa, ma decisamente seducente, con le voci coinvolgenti di Luigi Poletti, Giovanni Bellotti, Giulio Tifoni, Amelio Bertocchi, Gigi Musetti, Sandro Michelotti, Renato Lucchesi, Aldo Bertolini, Mauro Rocati, Luciano Bertocchi e Alberto Angella, proposti con la dovuta sapienza dalla Corale Santa Cecilia e da Angelo Angella, Alberto Bellotti, Fabio Venturini, Mario Mori, pilotati con la dovuta perizia da Gianni Beschizza e Monica Rosa. Un pubblico attento e compreso veramente nel momento quasi storico per la riproposizione della lingua vernacola locale ha saputo cogliere gli aspetti più concreti di una serata che voleva andare ben oltre la semplice lettura di poesie note e meno note, per riproporre la dovuta attenzione a uno strumento di comunicazione che lentamente si sta spegnendo e che invece merita di essere recuperato specialmente per le giovani generazioni. Una serata che è scivolata sull’aria della memoria senza intoppi, impreziosita dalla proposta di nuove voci della poesia dialettale pontremolese come quella di Giorgio Rabuffi e Alfredo Tifoni, rappresentanti di una realtà ancora tutta da scoprire, ma viva e scalpitante per rilanciare una maniera poetica che sembrava destinata all’estinzione. Pochi avrebbero scommesso su di un successo così evidente, primo fra tutti Mauro Rocati, che è stato promotore dell’iniziativa e che, godendo della performance, ha rilanciato annunziando nuovi appuntamenti per i prossimi mesi. Una cosa è certa, che dopo le vicende invernali del corso voluto dalle Farfalle in Cammino e dopo la pubblicazione della grammatica pontremolese di Luciano Bertocchi, il dialetto sembra vivere una nuova stagione. Se davvero vogliamo tornare a ritrovare le nostre origini linguistiche, crediamo basti chiederlo, perchè sono in tanti a crederci. Tutto sta forzare la mano a chi è in grado di muovere le giuste pedine ed allora può darsi che il pontremolese, ma non solo, ritrovi la forza giusta per essere il rinnovato veicolo di comunicazione, come lo è stato per lunghi secoli e che solo un presente assurdo ha voluto e saputo coartare.



