Il romanzo di Strukul ha ottenuto 109 voti da parte dei librai

“I Medici” per una sera hanno riconquistato Pontremoli. È stato infatti il romanzo storico di Matteo Strukul, che racconta le gesta della famiglia fiorentina simbolo del Rinascimento, a conquistare il 65° Premio Bancarella. Un successo che è maturato domenica sera, nella consueta cornice di piazza della Repubblica davanti ad un numeroso pubblico, e che è stato evidente sin dalle prime fasi dello spoglio delle schede (139 quelle giunte al notaio, ricordiamo che, come ormai da qualche anno, in ogni scheda è obbligatorio il voto per tre volumi diversi) che ha visto trionfare il volume edito dalla Newton & Compton con 109 preferenze, con solo 30 librai che non hanno contemplato nella loro “tripletta” di voti il romanzo di Strukul. A seguire, con 70 preferenze, il volume di Cristina Caboni “Il giardino dei fiori segreti” (Garzanti) mentre sul gradino più basso del podio c’è un ex aequo a quota 62 tra Valeria Benatti “Gocce di veleno” (Giunti) e Alessandro Barbaglia “La locanda dell’ultima solitudine” (Mondadori), scrittore novarese che poteva contare sul “chiassoso” supporto di alcuni suoi concittadini presenti tra il pubblico, pronti ad esultare ad ogni voto acquisito. A breve distanza, a dimostrazione di come al di là del libro vincitore tra gli inseguitori ci sia stato un sostanziale equilibrio, i due restanti componenti della sestina: con 59 voti il coreano Jung-myung Lee con “La guardia, il poeta e l’investigatore” (Sellerio) ed infine con 55 preferenze Lorenzo Marrone con il suo “Magari domani resto” (Feltrinelli).

La serata, condotta dalla giornalista Manuela Arrighi e soprattutto dall’incontenibile comico spezzino Dario Vergassola, si è aperta con l’inevitabile e doveroso ricordo di Letizia Leviti, la giovane giornalista bagnonese scomparsa circa un anno fa e che tante volte aveva condotto la serata finale del Premio, al punto che ormai la si poteva definire la “madrina” della manifestazione tanto la sua presenza era legata al Bancarella. A seguire la consueta tavola rotonda con il dibattito sui libri finalisti con la pungente ironia di Vergassola che con domande decisamente “particolari” ha spiazzato più di un autore e soprattutto lo scrittore coreano ha dovuto faticare non poco nel colloquio inframezzato dalla traduttrice. In questo contesto Strukul ha raccontato la genesi del suo libro (che è il primo di una trilogia, dal sottotitolo “Una dinastia al potere”, che centra la propria trama sulle figure dei due fratelli Cosimo e Lorenzo e sulla loro opera di avvio del dominio della famiglia Medici su Firenze) e delle difficoltà di raccontare in maniera semplice ma allo stesso tempo completa un’epoca così complessa e diversa dalla nostra “ci sono voluti anni di ricerca e di analisi prima di iniziare la fase della stesura del romanzo. Il racconto presenta delle “libertà” romanzesche nella trama ma il contesto e lo sviluppo drammatico rispetta gli eventi storici”. Se da un lato gli interventi di Vergassola hanno tolto un po’ di polvere alla vetusta ritualità del dibattito di presentazione, rimane davvero troppo lunga la liturgia dello scrutinio dei voti che richiede quasi un’ora di tempo. Un’attesa che diventa ancora più pesante quando il risultato, come in questo caso, è delineato già dopo una cinquantina di schede e diventa una mesta agonia l’arrivare alla conclusione dello spoglio delle schede. Prossimo appuntamento con il Premio Bancarella il 15 ottobre con il 12° Bancarella Cucina. (r.s.)






