Una libraia a Londra, la sua storia  e l’amore per la città che ha scelto

Ornella Tarantola a Fosdinovo per la presentazione del libro scritto con Paola De Carolis, incentrato sui trent’anni dell’Italian Bookshop. “Guida sentimentale tra romanzi, parchi e panchine”

Ornella Tarantola, al centro, fra la coautrice Paola De Carolis (a destra) e a Clara Caleo

Una libreria italiana a Londra è già di per sé, se non proprio una notizia, una interessante curiosità. Se poi l’anima della libreria è una donna, caparbia e visionaria, che porta il cognome dei Tarantola di Lunigiana allora l’interesse si impenna.
L’occasione per parlare di questa straordinaria realtà e dei trent’anni lungo i quali si è sviluppata, arriva da Fosdinovo dove nel pomeriggio di giovedì 11 giugno è stato presentato “Una libraia a Londra”, libro scritto a quattro mani da Ornella Tarantola e Paola De Carolis. Ancora più coinvolgente il sottotitolo: “Guida sentimentale di una città tra romanzi, parchi e panchine”.
E tante persone si sono ritrovate in piazza Matteotti nel borgo malaspiniano lunigianese per l’apertura della stagione “Scrittori in borgo”, promossa dal Comune di Fosdinovo con l’Università Popolare e la Pro Loco di Fosdinovo.
Un incontro appassionante e coinvolgente, nel quale i presenti sono stati virtualmente condotti per mano in una Londra intima, guardata e vissuta “con gli occhi del cuore”. Nei parchi, a primavera, tra il profumo dei ciliegi in fiore o immersi nelle pagine di un libro su una panchina celata tra le rose di Regent’s Park. O, ancora, ad ammirare Londra dalla sommità della collina selvaggia di Hampstead Heath. E poi nella casa-museo del dott Freud, sua ultima residenza dopo la fuga dalla Germania nazista.
Qui, nella magnifica libreria, Ornella Tarantola, incuriosita da tanto fascino, si era avvicinata un po’ troppo per riuscire a leggere i titoli dei libri, facendo così scattare l’allarme per poi, come ha raccontato, “scappare vigliaccamente” a nascondersi in un’altra stanza.
Il libro – nato dalla richiesta dell’editore Cairo dopo la chiusura, tre anni fa, dell’Italian Bookshop, con sede prima a Piccadilly e poi a South Kensington – Ornella Tarantola l’ha scritto a quattro mani con Paola De Carolis amica da lunga data, giornalista che collabora con il Corriere della Sera. Le due donne in quell’unica libreria italiana esistente nel Regno Unito hanno condiviso i tanti momenti felici e anche quelli meno.
Per anni un punto di riferimento imprescindibile per gli italiani, residenti o di passaggio, ma anche per tanti inglesi curiosi di conoscere meglio la lingua e la letteratura italiana. Scrittori e autori, artisti e musicisti, noti e squattrinati, semplici passanti incuriositi da una realtà così originale.

La presentazione nel centro storico di Fosdinovo

Lungo l’elenco degli aneddoti citati, degli ospiti che hanno partecipato alle iniziative, ma una citazione merita la rassegna cinematografica di registi italiani curata da Clara Caleo fosdinovese trasferita a Londra ancora giovanissima, ma che non ha mai interrotto il legame con il suo paese d’origine.
Ed è stata proprio lei ad aver proposto all’assessore alla cultura di Fosdinovo, Floriana Lichene, la presentazione del libro; un legame speciale lega infatti ad Ornella e Paola, oltre alla collaborazione nella libreria. Nel libro ci sono i racconti, le storie, le emozioni vissute in sei lustri di attività, ma anche la tristezza fattasi vero e proprio dolore, fisico e dell’anima, per la chiusura avvenuta a seguito della terribile miscela di eventi costituiti dalla Brexit e dalla pandemia da Covid19.
Un racconto tra memoria e presente, tra curiosità, arte e cibo, con tanti consigli rivolti a coloro che desiderano guardare a questa città, bellissima nonostante le sue contraddizioni. Insomma, una storia d’amore che Ornella Tarantola dedica alla sua città d’addozione.

Nipote di librai di Montereggio, da Brescia a Londra

Sono trascorsi ormai tre anni dalla chiusura, a Londra, dell’Italian Bookshop: troppo forte il terremoto scatenato dalla Brexit e dal Covid. E Ornella Tarantola, bresciana con le radici nella terra dei librai di Montereggio, nipote di librai lei stessa, si è dovuta arrendere: un “danno sociale e culturale” è stata definita quella chiusura purtroppo inevitabile anche di fronte alle ferree leggi economiche di un mercato nel quale domina il commercio on line e che non fa sconti. Nemmeno alla cultura.
Tuttavia Ornella non si è fermata: ne sono seguiti cicli di incontri all’Istituto Italiano di Cultura e poi conferenze e presentazioni di libri in diverse realtà della capitale inglese. Perduta la libreria, provano a resistere piccoli presidi di cultura italiana in una città che forse è la più cosmopolita al mondo.

(p. biss.)