Il ritrovo degli Amici del Campanone

A Milano il consueto incontro in occasione di San Geminiano slittato di qualche mese a causa delle Olimpiadi invernali

Davvero una data insolita, quella del 14 marzo, per la consueta riunione degli Amici del Campanone di Milano, colpevoli, si fa per dire, le Olimpiadi invernali che hanno impedito ai tanti pontremolesi e lunigianesi in terra meneghina di potersi incontrare visto il sold out di ogni locale del capoluogo lombardo vista l’incredibile afflusso di sportivi e tifosi. Nessun problema, però, perché è bastato aspettare che tutto finisse e tornasse la normalità e San Geminiano di certo non si è offeso, anzi ha lasciato spazio con piacere ad un evento così importante.

Con una apprezzata visita alla Chiesa di San Maurizio
Interno della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore - Milano - affreschi (Di Casalmaggiore Provincia - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49284935)
Interno della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore – Milano – affreschi (Di Casalmaggiore Provincia – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49284935)

La voglia di ritrovarsi però è rimasta intatta ed è solo scivolata verso un appuntamento significativo, non solo per la conviviale ormai tradizionale, ma anche per l’appuntamento culturale (slittata programmata visita al cenacolo vinciano) con un’altra eccellenza milanese, forse nota a pochi ma di altrettanto significato, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore di corso Magenta 13, un complesso ecclesiastico di origine paleocristiana, ricostruita nel Cinquecento e già sede del più importante monastero femminile (da qui il termine di “maggiore”) della città, appartenente all’ordine benedettino.

Di fatto, uno dei complessi artistici più affascinanti del capoluogo lombardo, dove gli ambienti sono impreziositi da straordinari affreschi cinquecenteschi, molti dei quali realizzati dalla bottega di Bernardino Luini, per proporre a seguire opere del Boltraffio, allievo di Leonardo, di Vincenzo Foppa, dei fratelli Campi e di Simone Peterzano, maestro di Caravaggio.  Un insieme pieno di fascino, impreziosito da una bella loggia a serliane e da un raro organo di Gian Giacomo Antegnati, quindi un perfetto e quasi integro esempio della scuola milanese cinquecentesca e perciò tra le chiese di Milano certamente una di quelle più particolari ed affascinanti, considerato che dopo la visita all’interno, è stato possibile visitare importanti resti romani del III-IV secolo d. C. che la Chiesa ingloba nel suo complesso e che fanno parte dello stupefacente centro storico più antico e sommerso della città, forse il meno conosciuto ma tra i più affascinanti.

Prossimo appuntamento il ritrovo estivo in Lunigiana

Il tutto concluso con il classico aperitivo milanese capace di cancellare con l’allegria il rimpianto per il ritardo nel ritrovo. Dopo i brindisi il pensiero si è quindi rivolto all’appuntamento estivo in Lunigiana per rigenerare quello spirito identitario vivo ormai da troppo tempo per essere smorzato anche da un evento internazionale a suo modo di grande fascino.

(c.c.)