Profondo dolore per la morte di Padre Al-Rahi

Il sacerdote maronita, 50 anni, colpito da un proiettile sparato da un carro armato israeliano nel sud del Libano mentre soccorreva due parrocchiani

Padre Pierre Al-Rahi, 50 anni, sacerdote maronita e parroco di San Giorgio a Qlayaa (Foto Caritas Libano)

È morto sotto i colpi di un carro armato israeliano nel sud del Libano padre Pierre Al-Rahi, 50 anni, sacerdote maronita e parroco di San Giorgio a Qlayaa, una parrocchia dove vivono novecento famiglie.
Lunedì, 9 marzo, con alcuni parrocchiani stava soccorrendo due abitanti feriti dal primo colpo sparato da uno dei carri armati che Israele ha inviato al di là della Linea Blu che divide lo stato ebraico dal territorio libanese nella guerra contro Hezbollah. Il sindaco del villaggio, hanno riportato i media locali, ha raccontato che, dopo la prima esplosione, diversi abitanti si sono recati sul posto per soccorrere i feriti; un secondo colpo è esploso mentre stavano cercando di evacuare le persone, aggravando il bilancio delle vittime e dei feriti.
Padre Al-Rahi, molto conosciuto nella zona anche per il suo impegno con la Caritas, è rimasto ucciso: un fatto di sangue che ha gettato nella disperazione la comunità cristiana locale, suscitando vasta Immediato il messaggio di Papa Leone XIV che “prega perché cessi al più presto ogni ostilità” ed ha espresso “profondo dolore per tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come padre Pierre El-Rahi, sacerdote maronita ucciso a Qlayaa” secondo quanto ha diffuso la Sala stampa della Santa Sede.
“Ho appreso con grande tristezza della morte di padre Pierre Al-Rahi, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, e cappellano regionale della Caritas locale, rimasto ucciso a seguito di un attacco nell’area” sono state le parole del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, del messaggio scritto al patriarca maronita, il card. Béchara Boutros Raï.
Il card. Zuppi ha espresso “il profondo cordoglio e la vicinanza della Chiesa in Italia” per una morte causata dalla “violenza cinica e insensata di un conflitto che sparge sangue e distruzione”.
Per il presidente della Cei “il suo esempio, il suo martirio, è seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione, segno di fraternità lì dove prevale la logica del più forte”. Il cardinale rinnova l’impegno a “rafforzare i vincoli di solidarietà e prossimità” tra le Chiese, unendo la propria voce a quella di Papa Leone XIV, che ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”.
Venerdì 13 marzo, in occasione della giornata di preghiera e digiuno promossa dalla Cei, sarà ricordato p. Al-Rahi e pregato “perché si avvii presto un cammino di pace stabile e duratura”.

(Agenzia SIR)