È ora di stilare la ‘pagella’ di gennaio, conclusosi sabato sulle ali del vento che ha accompagnato il falò di San Geminiano a Pontremoli.
L’attiva perturbazione del 28 ha avuto come prologo la propaggine prefrontale del 27, già in grado di recare copertura nuvolosa e precipitazioni deboli o moderate. La pioggia si è intensificata poi mercoledì notte e mattino lasciando qualche residuo piovasco fino alla successiva notte del 29.
I venti non hanno seguito lo schema classico con la prima parte del passaggio frontale interessata da correnti meridionali e la seconda da quelle settentrionali, bensì il contrario (fatto avvenuto pure con l’episodio perturbato occorso tra lunedì 2 e martedì 3 febbraio). Questo capita quando la bassa pressione non si instaura da Ovest, ma da Sud, e in tal caso richiama prima i venti di tramontana e, a seguire, quelli di libeccio.
Le schiarite apertesi con timidezza il 30 e il 31 non hanno consentito a gennaio di chiudere aggiungendo una quarta S al proprio stato del cielo, rimasto fermo a tre giorni sereni. Neppure domenica 1° febbraio, benché trascorsa con tempo più soleggiato, si è potuto classificarla come giornata dal cielo sereno.
La tramontana, più fredda e gagliarda il 31 e più debole e favonica il 1°, si è quietata la notte del 2 senza che il sereno riuscisse e resistere fino all’alba: prima che facesse giorno, infatti, una implacabile pioviggine bagnava già il suolo. L’andamento di questi ultimi due giorni della cronaca ha visto il graduale passaggio di testimone fra aria fredda preesistente e aria più mite recata dalle correnti meridionali.
La Candelora, quindi, è trascorsa sotto nubi basse, visibilità scarsa, pioviggine e poi pioggia via via più ardita con pochi gradi sopra zero. In montagna, la sostituzione della massa d’aria era già in atto, mentre a valle il ristagno del freddo con travaso d’aria da NW (tramontana scura) dal versante padano ha retto fino al primo mattino di martedì 3 febbraio.
Alle 7, improvviso, si è avvertito il sopraggiungere del vento da Sud, accompagnato da acqua anche a rovesci fino a metà mattina prima delle parziali schiarite.
Sensibile è stato l’aumento di portata dei corsi d’acqua vista la breve pausa dall’episodio del 28 gennaio citato sopra. I pluviometri di varia concezione hanno avuto il loro bravo lavoro da svolgere: più serrato sull’alta Lunigiana e sui rilievi montuosi in genere, dove in 24 ore sono scesi diffusamente 60-80 fino a oltre 120 mm, più tranquillo nella Lunigiana orientale, dove il fronte ha recato 30-50 mm.
Se ne va in archivio, dunque, il primo mese dell’anno, che ha alternato qualche modesta punta di freddo nella sua prima parte e più frequenti episodi miti nella seconda. La temperatura media, a Pontremoli pari a 5,8°C, supera la norma 1991-2020 di 0,8°C. Il confronto con i mesi di gennaio 1961-90 detta uno scarto di oltre 2°C, in Lunigiana come altrove.
Le precipitazioni si sono distribuite lungo il mese senza dar modo ad un pausa asciutta di qualche importanza. I maggiori accumuli (superiori alla norma di 20-40 mm) hanno prediletto la zona nord e la parte litoranea della provincia: 183,4 mm a Pontremoli-Verdeno, 196,4 a Villafranca-Ghiaione e 153,2 a Massa centro; prossimi alla norma i 122,6 mm di Gragnola.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



