A rischio il risarcimento degli eredi delle stragi nazifasciste di Fivizzano?

Se ne è parlato in un incontro organizzato dall’amministrazione con alcuni legali. Il Fondo si dovrebbe chiudere quest’anno e c’è il timore che manchino le risorse

Il tavolo dei relatori all’incontro al Museo di San Giovanni a Fivizzano
Il tavolo dei relatori all’incontro al Museo di San Giovanni a Fivizzano

Sabato 24 gennaio presso il Museo di San Giovanni a Fivizzano, si è tenuto l’incontro promosso dall’Amministrazione comunale con gli avvocati Davide Cariola, Alessandra Pellini, Marco Perfetti e Marianna Terenzoni e con i familiari delle vittime delle stragi del Comune di Fivizzano.

L’appuntamento è stato un momento di confronto e informazione alla luce della recente sentenza del Tribunale di Genova, in merito ai risarcimenti e alle modalità di accesso al Fondo istituito presso il Ministero delle Finanze per il ristoro dei danni subiti dalle vittime delle stragi nazifasciste.

Dopo un lungo iter burocratico, ora i legali stanno portando avanti la causa risarcitoria apertasi con l’istituzione del Fondo Ristoro del 30 aprile 2022 da parte dell’allora governo Draghi. Un iter giudiziario che parte da lontano e che si è ulteriormente rafforzato, a favore dei familiari delle vittime, con la recente sentenza della giudice Valentina Cingano della 2ª Sezione Civile del Tribunale di Genova, che ha condannato in primo grado il Mef a risarcire con 11 milioni di euro i 56 eredi delle persone trucidate dai nazifascisti nel territorio di Fivizzano nel 1944. Si tratta delle stragi di Vinca (162 morti), Mommio (22), San Terenzo Monti (159) e Camporaghena (5). Nomi e luoghi incisi nella carne viva di comunità diventate simboli dell’orrore delle SS e palestre di memoria collettiva.

Il pubblico presente  all’incontro al Museo di San Giovanni a Fivizzano
Il pubblico presente all’incontro al Museo di San Giovanni a Fivizzano

Ma ovviamente il cammino verso il risarcimento è ancora molto complesso come ha ha spiegato l’avvocato Marianna Terenzoni, il risarcimento, infatti, non sarà esecutivo “finchè non passerà in giudicato; e questo non potrà avvenire prima della fine di giugno”. Infatti in questo periodo di tempo, l’Avvocatura dello Stato, può presentare appello contro la sentenza. Inoltre il legale ha evidenziato come il tempo sia breve “Il Fondo Ristoro, apertosi nel 2022, termina ufficialmente quest’anno.

A livello nazionale, vi sono tante altre realtà simili alla nostra che attendono sentenze e giustizia”. E anche l’avvocato Terenzoni ha sottolineato con preoccupazione come ci sia via il forte rischio “che i fondi, si esauriscano” anche se Davide Cariola ha voluto comunque ribadire che la decisione del Tribunale di Genova “rappresenta un necessario punto di partenza per la nostra istanza, anche legato al Fondo istituito nel 2022”.

Gli avvocati hanno poi raccontato ai numerosi presenti, come abbiano avuto un proficuo incontro con il senatore del PD, Dario Parrini, che si sta impegnando nella difesa dei diritti degli eredi delle vittime degli eccidi nazifascisti, denunciando ostruzionismi statali nell’erogazione dei risarcimenti.

“Il senatore Parrini, sicuramente si attiverà il più possibile, ma sta a tutti noi – ha rimarcato la questione l’avvocato Marco Perfetti – interessare e sensibilizzare la politica, il mondo dell’informazione, la società civile. Perché la battaglia di verità e giustizia che abbiamo intrapreso si presenta ancora molto ardua e non semplice da vincere”.