“Aspirate alla Santità, ovunque siate”
Aspirate alla santità ovunque siate: Convegno Nazionale Vocazioni. Tatavola rotonda con Padre Marco Vianelli, don Giuliano Savina, don Riccardo Pincerato, don Michele Gianola, don Massimo Angelelli. (Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Un’occasione per confrontarci, stimolarci e illuminarci a vicenda, perché l’orizzonte vocazionale della vita rimanga presente in ogni attività della Chiesa”. Con queste parole don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio per la pastorale delle vocazioni della CEI, ha presentato il Convegno nazionale vocazioni, che ha radunato nel Carpegna Palace di Roma, tra il 3 e il 5 gennaio, circa 350 partecipanti di oltre cento diocesi (tra cui la nostra Massese-Apuana).
Persone impegnate a vario titolo nella Pastorale vocazionale, nonché semplici fedeli laici desiderosi di incontrarsi e confrontarsi su una tematica così straordinariamente complessa e, al tempo stesso, strettamente connessa alla quotidianità di ciascuno.
La vocazione riguarda infatti ogni forma di vita, in ogni sua fase, dal momento che a tutti Dio rivolge una comune chiamata a cui rispondere, quella che Leone XIV ha mirabilmente ricordato ai giovani radunatisi per il Giubileo a Tor Vergata: “Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo”.

L’intervento della prof.ssa Lodovica Maria Zanet (Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Il titolo scelto per questa 49a edizione (“Aspirate alla Santità, ovunque siate”) ha dunque voluto rimarcare che non esiste luogo o momento in cui la luce della santità non possa illuminare una decisione da prendere, perché ciascuno, secondo i propri doni e uffici, può e deve “avanzare per la via della fede viva, la quale accende la speranza e opera per mezzo della carità”, come ha evidenziato don Gianola: in questa prospettiva, la pastorale vocazionale è rivolta anche a chi è più avanti nell’età: “La risposta alla chiamata che Dio fa non si dà una volta per tutte, ma ha sempre bisogno di essere considerata dentro la storia e il contesto che ciascuno vive”, per comprendere “in quale modo possiamo portare frutto”.
Tra gli interventi più autorevoli del convegno, si ricordano quello di Cecilia Costa, Professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi di Roma Tre, che ha condiviso una stimolante analisi sulla “Sete di spiritualità nell’umanità contemporanea”, e la tavola rotonda conclusiva, che ha permesso un interessante intreccio di vedute sul tema in esame, attraverso gli interventi dei responsabili nazionali di pastorale giovanile, di pastorale delle famiglie, della salute, dell’Ufficio per l’ecumenismo e del Servizio per la tutela dei minori della Cei.
Nelle due serate, invece, i convenuti hanno potuto prendere parte alla rappresentazione teatrale su Madeleine Delbrêl “Come gli scambi sul treno”, di Elisabetta Salvadori, e a un’intensa e sentita veglia animata da un gruppo di giovani dell’Arcidiocesi di Modena. A cornice e, al tempo stesso, come cuore dell’evento, Lodovica Maria Zanet, docente di Filosofia teoretica alla Pontificia Università Salesiana, ha magistralmente offerto ogni giorno una “Lectio Sanctitatis”, una serie di vividi ritratti di “santi della porta accanto” delle diverse diocesi italiane: le figure di Manuel Foderà, Marco Gallo, Giuseppina Catanea, Maria Consolata Betrone, Carlo Salerio e Mario Borzaga, disparati ma fulgidi esempi di vocazioni cristianamente coltivate e pienamente vissute, hanno ricordato che l’aspirazione alla santità è davvero possibile ovunque ci si trovi, e che la prima e principale vocazione di ciascun cristiano e l’unica via per l’autentica felicità è proprio la santità, che, come ha ricordato la Zanet, “non è l’esito di uno sforzo titanico individuale, ma dell’incontro tra la grazia di Dio e la libertà umana, che parte dalla realtà concreta di ogni persona”.

Paolo Bertolini