La tradizione dei fuochi e delle feste in Lunigiana

Non solo a Pontremoli, vari appuntamenti nel territorio in onore di Sant’Antonio Abate

Il fuoco di Filattiera(Foto Lunigiana Worldi)
Il fuoco di Filattiera
(Foto Lunigiana Worldi)

Non solo a Pontremoli (di cui parliamo diffusamente qui), la festa di Sant’Antonio Abate e la tradizione dell’accensione dei fuochi ha visto numerosi manifestazioni in varie parti della Lunigiana.

Tradizioni antiche che risalgono alla notte dei tempi quando i fuochi si accendevano in determinati periodi dell’anno ed avevano una funzione purificatrice intesa come momento di rigenerazione e di occasione per distruggere le influenze negative.

Il fuoco di Filattiera(Foto Lunigiana Worldi)
Il fuoco di Filattiera
(Foto Lunigiana Worldi)

Anche Filattiera la sera del 16 gennaio, vigilia della festa di Sant’Antonio, sono stati accesi due fuochi. Il più grande alla Porta del borgo e l’altro, di dimensioni più ridotte, in località Dorbola-Volpino. La continuazione della tradizione filattierese trova, forse, il fondamento nell’aspetto religioso e devozionale, arricchito da quello sociale vissuto dall’intera comunità.

Quest’anno la S.Messa vigilare, nella chiesa di Santa Maria, è stata celebrata da don Mario Arenare (in assenza del parroco mons. Antonio, assente per motivi di salute ed a cui auguriamo pronta guarigione) che, poi ha benedetto la grande catasta di legna. I falò, sono stati preparati ad arte da volontari che, ogni anno, si prestano per continuare eventi nel solco degli avi. Ancestrali desideri di protezione e di presagi augurali.

La preparazione del fuoco di Filattiera con i fuochisti assieme alla sindaca Annalisa Folloni
La preparazione del fuoco di Filattiera con i fuochisti assieme alla sindaca Annalisa Folloni

A Vico, la festa di Sant’Antonio Abate è stata celebrata dal parroco don Angelo mentre il Coro ha intonato canti appropriati. “La Parola di Dio, ha detto il celebrante, non è semplicemente un fatto intellettuale, ma la possibilità di credere che solo quella Parola ha il potere di entrare nel cuore e di metterlo in condizione di cambiare stile di vita, sull’esempio del patrono il cui messaggio arriva fino a noi”. La festa, vissuta e condivisa, ci invita a riconoscere nei Santi dei modelli di vita, quali compagni di viaggio nel cammino terreno.

A chiudere la rassegna degli eventi, ci sarà l’accensione del falò di Mulazzo quest’anno spostata di una settimana a sabato 24 gennaio i.f.

Bruciato il falò in onore di Sant’Ilario
Il falò di Sant'Ilario
Il falò di Sant’Ilario

Una grande fiamma è esplosa nel cielo e ha, di fatto, dato il via alla Disfida dei falò 2026 che vede contrapposti i rioni di San Nicolò e San Geminiano.

Questa anteprima, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, è legata all’accensione del falò Sant’Ilario avvenuta martedì 13 sera nei pressi dell’omonimo oratorio ai piedi del castello del Piagnaro. Una manifestazione che, dopo alcuni anni di oblio, sta ritornando in auge grazie alla passione dei fuochisti che non vogliono limitare la fase dei falò ai, sia pure ai centrali, appuntamenti di San Nicolò e San Geminiano.

E questa nuova vitalità è stata possibile ammirarla grazie al superbo spettacolo offerto dalla fiamma che si alzava verso il cielo e che illuminava tutta l’aria circostante. E del resto il significato dei falò, un rituale dall’origine antica ma che accomuna, nella sua semplice spettacolarità, culture e popoli diversi sembra proprio legato ad una sorta di “vittoria sulle tenebre”, rompendo il freddo della notte invernale.