I cittadini hanno chiesto spiegazioni a comune e Provincia

La questione sembrava semplice, si trattava di mettere in sicurezza un ponte realizzato nell’immediato dopoguerra che presentava delle evidenti criticità, anche a causa del continuo transito di mezzi pesanti che trasportano il marmo.
Stiamo parlando nello specifico del ponte sul fiume Aulella a valle del borgo di Casola. Progettazione e lavori di questa ristrutturazione sono iniziati circa cinque anni fa con spese previste, diciamo ballerine, perché talvolta si è parlato di un milione duecentomila euro, talvolta di ottocentomila, con intervento di più imprese, manifestazioni di protesta.
Da poco più di due mesi è stato tolto il cantiere con strascichi polemici e interrogazioni sui lavori realizzati. I mezzi pesanti ora passano senza senso alternato, a indicare la tenuta del ponte, ma se un pedone o una persona disabile vuole transitare utilizzando il marciapiede, si trova davanti a una robusta barriera stradale costringendo a transitare a suo lato. Nei lavori di ristrutturazione è stata distrutta la presa d’acqua che serviva per convogliarla verso i campi con la conseguenza che gli agricoltori sono stati privati del deflusso irriguo creando un danno per le coltivazioni.
Con una protesta rivolta al Sindaco Mattia Leonardi e al Presidente della Provincia gli utenti interessati hanno scritto una lettera in cui si chiede: “per mantenere e portare avanti la nostra volontà di tramandare la tradizione della coltivazione degli orti…chiediamo allo scopo l’intervento delle Amministrazioni competenti onde ripristinare quanto danneggiato dalla ditta esecutrice dei lavori”.
Al momento sembra che non vi sia alcuna progettazione per un intervento di ripristino della presa d’acqua. In merito alla barriera architettonica, c’è da chiedersi cosa intendano fare ufficio tecnico e amministratori del comune.
Corrado Leoni



