Nel suo laboratorio a Mocrone di Villafranca

Un concerto perché continui a risuonare la musica di quella che era la “colonna sonora” del piccolo borgo di Mocrone nel comune di Villafranca. Una serata di musica e commozione che ha unito tanti amici di Stefano Valentini, il pianista, restauratore, accordatore che se ne è andato via a soli 68 anni nel novembre scorso, logorato da una malattia con cui ha dovuto combattere negli ultimi anni della sua vita. Stefano, originario della Spezia ma che aveva poi scelto di operare in Lunigiana e precisamente nel piccolo borgo di Mocrone, con le sue mani sapienti aveva ridato vita ad innumerevoli pianoforti antichi carichi di storia ma logorati dal tempo, nei legni e nelle corde.

Una passione che emergeva subito, dai piccoli dettagli del suo modo di lavorare, dalla delicatezza con cui sfiorava i tasti del pianoforte o dallo sguardo alla ricerca della piccola imperfezione da accomodare nello strumento. Una professione, quella di Stefano Valentini, che era una vera e propria passione, quella di musicista-artigiano che ripara pianoforti antichi, offrendo una nuova vita a strumenti che hanno storie antiche e gloriose.
Un lavoro che svolgeva nel suo laboratorio, dove l’opera di Valentini andava al di là del semplice restauro per entrare decisamente nel campo dell’arte. A dimostrazione di queste qualità, tanti amici musicisti si sono ritrovati a circa un mese dalla sua scomparsa per un concerto che ne ricordasse la sua figura e le sue straordinarie abilità nell’ambito musicale.

Un concerto organizzato dai parenti, dall’amica vicina Valentina Guerrini (“quando tornavamo a casa e lo sentivamo suonare era come sentire la colonna sonora di Mocrone. Questo concerto è per far sì che quella musica, la sua musica, non si disperda”) e da Chantal Balestri giovane valente pianista e tra gli organizzatori degli eventi legati al Lunigiana Music Festival.
Tutti musicisti legati dall’affetto per Stefano, conosciuto magari per caso chiamato per accordare e/o restaurare il pianoforte, ma con cui si creava spesso un rapporto umano profondo di amicizia e stima legato alla musica. “Quando era impegnato nel suo lavoro non voleva essere disturbato – raccontano alcuni dei musicisti presenti alla serata – ma al termine chiedeva mi dareste un bicchiere d’acqua? Era una sorta di messaggio in codice, andavamo in cucina e mettevamo sul tavolo qualcosa da bere e da mangiare e partivano con delle discussioni interminabili sulla musica che lui condiva spesso con la sua tagliente ironia”.

Andando al concerto è stata una serata davvero speciale con la magia della musica che si è riverberata all’interno del laboratorio di Stefano, eseguita su un superbo pianoforte a coda da stesso restaurato. Un concerto che ha alternato brani noti di autori celebri, da Mozart a Brahms, ma anche piccole gemme nascoste come la ballata di Francesco Bajardi, eseguita dalla Balestri, che gli fu suggerita proprio dallo stesso Valentini “e un brano che non conoscevo ma che ora grazie all’indicazione di Stefano fa parte del mio repertorio” o ancora pezzi originali eseguiti dagli stessi autori.
Oltre alla Balestri si sono esibiti il duo composto da Mariangela Marcone e Emiliano Castiglioni, Elia e Bestabea Faccini, Marco Barletta, Gianluca Pezzino con Jole Rosa che ha declamato una poesia, Daniel Rivera e Giovanni Pisanu, lo stesso Pisanu con Sarah Giannetti, e anche una coppia arrivata dall’oriente composta da Kentaro Kitaya e Miki Kitaya.
(Riccardo Sordi)






