
Da Arzengio arriva un calendario per il 2026 tutto dedicato all’enigmistica: è quello realizzato, con un lavoro di paziente ricerca e sapiente proposta, da Giancarlo Bianchi ed Enrico Pinotti, già noti al pubblico per la pubblicazione del fortunato vocabolario del dialetto radicato nella popolosa frazione pontremolese.
Il 2026 sarà “un tempo molto probabilmente improbabile e di cambiamenti abbastanza accentuati e quindi di enigmi” spiegano con una sorta di amara ironia i due autori nella introduzione. Un anno, quindi, da affrontare come meglio sia possibile.
E fin dalla copertina il calendario si mostra in tutta la sua “disponibilità” ad accompagnarci mese dopo mese, mettendo a dura prova la nostra abilità nel risolvere cruciverba e, ancora di più, nel confrontarci proprio con il dialetto di Arzengio, lingua utilizzata nelle vignette (uscite dalla matita del ben noto fumettista milanese Adriano Carnevali), nei rebus o per valurare la conoscenza di ciascuno di noi del territorio della comunità di Arzengio.
Qualche esempio: la località a nord ovest del paese nota come “Debiara” o l’altra chiamata “i Pu§aduri”; e poi termini come “adarnir”, “canuari”, “re§ghe” o “burgatla” e altri ancora. Ma niente paura: come in (quasi) tutte le riviste di enigmistica, anche nel “Calendario di Arzengio dell’anno 2026” ci sono le soluzioni!
E dopo dodici mesi di allenamento, alla fine si è pronti (o quasi…) per riuscire a leggere (meglio se a ritmo di musica…) e magari anche a comprendere le parole di quell’Arzengio Blues che il sottotitolo precisa “e me ‘a-sun chi c’aspet ‘ca piœu”.
(p. biss.)



