A nove mesi di distanza dal convegno di marzo promosso dal CAI potrebbe essere convocato un primo incontro fra le parti

Sono passati nove mesi dall’affollato incontro pubblico nel Teatro della Rosa promosso dalla locale sezione del CAI per la possibile entrata di Pontremoli nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Tuttavia, per il momento, non è ancora stato partorito nulla, anche se in questi mesi sono proseguiti i colloqui fra il sindaco Jacopo Ferri e i rappresentanti del Club Alpino Italiano che avevano lanciato la proposta.
Ora è possibile che entro il mese di dicembre ci possa essere il primo incontro che vedrebbe attorno allo stesso tavolo una serie di soggetti, rappresentanti di associazioni e categorie economiche. “Quella della possibile entrata nel Parco è una delle vicende che rimane aperta – risponde infatti il primo cittadino, ormai sul punto di “traslocare” in Consiglio Regionale – ma della quale continuerò ad occuparmi. In questi mesi più volte ho sentito i rappresentanti del Cai e con loro ho concordato una lista di interlocutori con i quali aprire un confronto”.
A quanto si sa si tratta di una lista della quale al momento farebbero parte operatori turistici (ad es. Sigeric), associazioni di categoria (ad es. Coldiretti e CIA), rappresentanti di cooperative e di riserve faunistico-venatorie del territorio, ma anche di cacciatori e pescatori, oltre al Cai stesso e alcuni sindaci (es. Leonardi di Casola in Lunigiana che a sua volta ha avviato l’iter per entrare) e rappresentanti istituzionali del Parco.
Una prima riunione dovrebbe quindi essere convocata entro la fine dell’anno per avviare così un confronto che inevitabilmente proseguirà nel 2026. “Pur procedendo con molta cautela – continua Ferri – desidero andare avanti come detto nel convegno, senza pregiudizi, valutando con attenzione gli eventuali aspetti positivi e anche quelli potenzialmente negativi”.

Dall’altra parte i promotori dell’iniziativa spingono affinché si proceda: in cambio di una piccola porzione di territorio anche Pontremoli potrebbe entrare a far parte di un Parco che ora si estende su 26mila ettari distribuiti in quattro provincie (oltre a Massa Carrara anche Parma, Reggio Emilia e Lucca) e tredici Comuni.
Ma quale sarebbe il territorio candidato ad entrare nel perimetro del Parco Nazionale? L’idea avanzata dal CAI ipotizza un’area che dal crinale fra i monti Braiola, Orsaro, Fosco e Tavola possa scendere in basso (intorno ai 1.000/1.200 metri) fino a comprendere anche le sorgenti del fiume Magra, alle pendici del Tavola e del Borgognone. Quello sarà dunque il punto di partenza sul quale iniziare a discutere e confrontarsi.
Perché entrare a far parte del Parco? Numerosi i motivi: tutela dell’ambiente, integrità del territorio e sviluppo sono i cardini principali attorno ai quali ruota l’iniziativa della sezione del Club Alpino di Pontremoli, sostenuta dalle sottosezioni di Bagnone e di Filattiera. “Per noi resta valido quanto è stato detto nel convegno di marzo – commenta il presidente del CAI – e siamo in attesa che venga convocato il primo degli incontri. In questi mesi abbiamo più volte parlato con il sindaco Ferri per avviare un confronto tra le parti che speriamo sia costruttivo”.
La situazione a Casola

L’impressione è che servirà ancora tempo per definire la posizione ufficiale del Comune; nel frattempo prosegue il confronto anche a Casola in Lunigiana, dove il sindaco Leonardi è da tempo schierato per l’ingresso nel Parco.
Ma anche una volta formalizzato il “sì”, sia per Casola che per Pontremoli si aprirebbe un periodo piuttosto lungo: la domanda di ammissione infatti dovrebbe essere valutata dai diversi organismi del Parco Nazionale per l’ultimo e definitivo parere di ammissione o meno dei nuovi candidati a far parte dell’area protetta.
Paolo Bissoli



