Assessori regionali tra conferme e sorprese, ma le deleghe sono ancora da definire

Prima seduta del Consiglio regionale: nominati i nuovi assessori. Tra questi Dika e Diop, giovanissimi “nuovi italiani”. Stefania Saccardi nuova presidente dell’assemblea legislativa. Ferri segretario dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale, Lorenzetti capogruppo del Pd.

La prima seduta del consiglio regionale toscano
La prima seduta del consiglio regionale toscano

Hanno preso forma i nuovi assetti del governo della Toscana. A quasi un mese dal voto, lunedì 10 novembre si è riunito per la prima volta il consiglio regionale, che ha sancito i volti della nuova giunta regionale.

Otto assessori e un sottosegretario alla presidenza costituiscono la giunta presieduta da Eugenio Giani. Il “risiko” dei nomi non è stato determinato tanto dal confronto tra i partiti della coalizione, quanto dagli equilibri interni all'”azionista di maggioranza” dello schieramento di centrosinistra, il Partito Democratico.

In casa Pd, infatti, la scelta degli assessori è dipesa dagli equilibri tra il presidente Giani, corrente “riformista” ma unico presidente di centrosinistra fino ad ora eletto nella tornata delle regionali d’autunno, e la segretaria nazionale Schlein, che per mano del segretario regionale Fossi era determinata a imprimere la propria impronta politica alla seconda presidenza Giani. Non tutti i tasselli sono andati a posto, visto che in consiglio regionale sono stati annunciati i nomi dei nuovi assessori ma non tutte le deleghe, che verranno comunicate ufficialmente al termine della prima riunione della giunta.

La nuova giunta regionale toscana
La nuova giunta regionale toscana

Volti nuovi e assessori confermati caratterizzano la compagine di governo di Giani. Mia Diop (Pd), studentessa ventitreenne di Livorno, di origini senegalesi, sarà vicepresidente della Regione. Alessandra Nardini, di Pontedera, assessore alla scuola nella scorsa consigliatura, Leonardo Marras (Grosseto), Monia Monni (Firenze) e Filippo Boni (Arezzo) completano la lista degli assessori democratici. I primi tre sono stati assessori nel precedente quinquennio. Nardini nella scorsa legislatura è stata assessore all’Istruzione, Marras all’Economia e al Turismo (dove dovrebbe essere riconfermato), Monni si è occupata di ambiente mentre nei prossimi cinque anni molto probabilmente assumerà l’incarico nevralgico della Sanità regionale sostituendo il senese Bezzini.

Per quanto riguarda gli altri partiti della coalizione, AVS sarà rappresentata in giunta da Alberto Lenzi, della provincia di Pisa; la lista renziana-socialista Casa Riformista avrà come assessore Cristina Manetti, già capo di gabinetto di Giani, che dovrebbe ottenere la delega alla cultura; i 5 Stelle entrano nella maggioranza con l’assessore David Barontini, consigliere comunale a Cascina, che avrà con ogni probabilità la delega all’Ambiente. Completa la squadra, con il ruolo di sottosegretario l’ex portavoce di Giani, Bernard Dika, pistoiese di origine albanese; con i suoi 27 anni, assieme alla ventitreenne Diop, rappresentano la novità generazionale e culturale della nuova amministrazione Toscana.

Jacopo Ferri, il candidato sindaco del centrodestra
Jacopo Ferri, il sindaco uscente di Pontremoli è stato nominato segretario dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale

Qualche mezzo di informazione ha già bollato le due nomine come propagandistiche scelte della cultura “woke” della sinistra, ma saranno gli atti amministrativi dei prossimi cinque anni il metro di giudizio della loro azione politica, indipendentemente dal origini etniche che legittimano le trasformazioni della società italiana e toscana degli ultimi decenni. A fianco della definizione dei ruoli di governo, sono state riempite anche le caselle dell’assemblea legislativa. La ex vicepresidente della Regione ed ex assessora all’agricoltura Stefania Saccardi (Italia Viva), è stata eletta al primo turno con 39 voti a favore su 40 come nuova presidente del Consiglio regionale.

I vicepresidenti dell’assemblea regionale sono invece Antonio Mazzeo, presidente uscente, del Pd, e Diego Petrucci di FdI. I segretari dell’ufficio di presidenza invece sono Massimiliano Ghimenti (Avs), Jacopo Maria Ferri (Fi), Vittorio Fantozzi (FdI) e Irene Galletti (M5s). Definiti anche i capogruppi consiliari delle varie forze politiche: Francesco Casini (Casa riformista), Irene Galletti (M5s), Lorenzo Falchi (Avs), Massimiliano Simoni (Lega), Marco Stella (Fi), Chiara La Porta (FdI), con il candidato presidente sconfitto, Alessandro Tomasi scelto come portavoce dell’intera opposizione di centrodestra. Per il Pd il capogruppo sarà il massese Gianni Lorenzetti, che già le indiscrezioni della vigilia indicavano in questo ruolo piuttosto che in quello di assessore.

(Davide Tondani)

Le dichiarazioni programmatiche di Giani: salute, acqua pubblica, aree interne, trasporto pubblico
“Attenzione ai comuni che vivono il fenomeno dello spopolamento”

Il neogovernatore della Toscana, Eugenio Giani
Il governatore della Toscana, Eugenio Giani

Nel corso della prima seduta dell’assise regionale Giani ha illustrato un corposo documento programmatico. “Siamo una Regione chiamata a compiti amministrativi molto forti, ai quali deve dare risposta diretta. Mi sento un po’ sindaco tra i sindaci. Sento moltissimo il rapporto diretto col territorio” ha dichiarato il riconfermato presidente.

Sul fronte occupazionale Giani ha assicurato l’impegno della sua amministrazione sul salario minimo regionale, tema discusso della campagna elettorale. E ampliando lo sguardo dal lavoro all’economia, il Presidente della Regione ha dichiarato che “serve sviluppo, sostegno alle imprese, cooperazione fondata su imprenditorialità diffusa. Di qui, il nostro lavoro per la Toscana diffusa: sviluppo non solo sulla base dei centri forti, delle grandi città, ma anche delle città manifatturiere. Attenzione alle aree centrali come alla costa, ma anche alla terza realtà quella dei Comuni che vivono il fenomeno dello spopolamento, per dare qualità della vita e stimolo alle nuove generazioni”.

Sulla sanità, altro tema caldo della vita della Toscana, Giani ha rivendicato che “la sanità toscana è classificata come la seconda in Italia. Sarà forte l’impegno di investimenti per implementare la sanità del territorio”. Nel suo discorso, Giani ha pure fatto riferimento al dibattito sulla legge che dieci anni fa ricompose in tre grandi Aziende sanitarie le 10 Asl provinciali precedenti, affermando che a dieci anni dalla legge regionale di riforma della sanità “sarà il momento di rimettere mano a quella legge, per dare più al territorio. Su tutela salute e politiche sociali ci giocheremo molta della nostra credibilità”.

Tra i tanti argomenti affrontati nella relazione c’è stato spazio anche per altri temi che riguardano direttamente o indirettamente le aree periferiche come la Lunigiana: dalla conferma degli asili nidi gratuiti a “ritornare all’acqua pubblica sarà una scelta qualificante, che impegnerà molto questo Consiglio regionale”, fino al trasporto pubblico locale, per il quale Giani ha dichiarato che “la nostra preoccupazione sarà andare incontro ai problemi dei pendolari”.