L’immagine della Madonna della Consolazione nella  rinnovata chiesa di Santo Stefano in stile barocco genovese
L’immagine della Madonna della Consolazione venerata a S. Stefano Magra

Nel 1926, un anno dopo le prime feste centenarie, la statua della Madonna della Consolazione venne incoronata solennemente, mentre negli anni ‘90 del secolo scorso fu oggetto di un restauro che ha portato l’antica statua proveniente da Codiponte alle sembianze attualmente visibili.
Proprio nel corso del restauro, l’esame della termo-luminescenza ha fatto risalire la terracotta al XV secolo, un periodo coerente con la fondazione del convento di Codiponte. Di autore ignoto, la Madonna della Consolazione appare oggi come un pregevole bassorilievo di terracotta ornato da una raggiera in legno dorato raffigurante Maria seduta con in braccio il bambino benedicente.
L’opera era anticamente dipinta e il restauro, durante il quale vennero tolti gli strati di pittura dei vari rimaneggiamenti che avevano corrotto la prima e più antica colorazione, la riportò allo stato originale.
La tematica della Madonna con Bambino era una delle più classiche nell’arte medievale ed in questo caso si caratterizza per essere una “maestà” ovvero una raffigurazione della Madonna assisa in trono (l’importanza della seduta è visibile dai braccioli che sporgono ai lati dell’opera).
La sua particolarità è quella di avere i personaggi in abiti piuttosto contemporanei, infatti Gesù bambino non indossa una tunica bensì un abito stretto in vita da una cintura, come usava nel ‘400, mentre Maria veste un abito molto ricco e importante, infatti la sua ampiezza è tale da formare molte pieghe tra le gambe e arrotolarsi ai suoi piedi; il velo dà grande visibilità al volto con la sua ampiezza tanto da far intravvedere delle ciocche di capelli riccioli.

L’altare che custodisce l’immagine

Nell’Ottocento, con i primi festeggiamenti, l’opera venne collocata su una struttura lignea che riproduce in basso una nuvola e, ai lati, una raggiera. Conservata nella teca a lei dedicata, la Madonna della Consolazione occupa uno dei due altari laterali della chiesa santostefanese, un tempio a forma di croce greca, con quattro cappelle che fanno da corona all’abside centrale, dedicato a Santo Stefano Protomartire, raffigurato in una statua opera dello scultore carrarese Giovanni Antonio Cybei.
La chiesa è stata riedificata nel corso del Settecento sui resti di un preesistente edificio risalente al 1324 denominato Pieve di Santo Stefano di Cerreto, a sua volta costruito su un tempio preesistente.
La demolizione della pieve trecentesca e la successiva ricostruzione in stile barocco genovese nel XVIII secolo, un periodo di ripresa economica del borgo soggetto al dominio della Repubblica di Genova, terminarono nel 1776. Di pochi anni prima (1773) è la traslazione da Roma a Santo Stefano della reliquia di San Felice martire (festeggiato la terza domenica di ottobre), collocata nell’altare destro della chiesa.
L’antica maestà mariana in terracotta proveniente da Codiponte andrà dunque, alcuni decenni dopo, a completare il corredo sacro della nuova chiesa santostefanese, divenendo oggetto di devozione della popolazione locale ed elemento costitutivo dell’identità del luogo.

(a.m.)