Giugno 2003 e 2025 a confronto

Il “Big Ben” della prima frazione dell’estate ha detto ‘stop’ e, dati alla mano, ecco in tempo quasi reale il resoconto di giugno, un mese che è riuscito davvero a sorprendere. Non sarà facile, si è pensato per vent’anni, avvicinarsi al livello termico medio dell’estate ‘monstre’ 2003, ma già nel 2022 si era avuta una parziale smentita.
Sorpassare quel giugno di ventidue anni fa, poi, pareva impossibile. Visto e provato con i nostri occhi (e il nostro sudore) che il nuovo clima è capace di ogni cosa, si può dire che pure giugno ha dovuto alzare bandiera bianca in tante città e località.
Giugno 2025 e giugno 2003, come due ciclisti che lottano fino all’ultimo metro di strada, si sono affrontati a colpi di canicola, anche se quello di quest’anno ha indugiato nei primi giorni cullandosi nei residui freschi e instabili di maggio.
Molto più costante fu il caldo del giugno 2003, che nei picchi massimi assoluti non raggiunse valori eclatanti (poi registrati nel giugno 2019), ripetutisi in maniera di poco più moderata nel 2022.
Trascorsi appena tre anni, ecco un altro giugno dalle caratteristiche pienamente estive, come non si era abituati a vedere, fino a tutto il secolo scorso, se non ad intervalli molto più lunghi e senza simili parossismi.
Il testa a testa, a Pontremoli, ha visto comunque il 2003, per una inezia, rimanere alla guida della classifica dei più torridi mesi di giugno: 22,7°C la sua temperatura media, quest’anno 22,6°C e 22,0°C nel 2022, che rimane sul podio passando in terza posizione. Altrove vi sono stati cambi della guardia, sia in Lunigiana che in città e località del Centro e del Nord. A Pisa, inoltre, il 2003 si è dovuto accontentare del terzo posto cedendo il primo al 2025 e al 2022 il secondo.
Il crescendo wagneriano delle temperature massime è evidente dai dati presentati in tabella: i valori sono riportati all’unità intera, ma evidenziando il decimale le punte record di lunedì 30 sono state di 36,7°C a Pontremoli-Verdeno (battuti i 36,5°C del 28.06.2019) e 37,7°C a Villafranca-Ghiaione, anche qui nuovo primato giornaliero assoluto per i mesi di giugno. Rispetto al 2003, si nota una minore escursione termica tra minime e massime.
La media delle temperature minime, 15,2°C, ha stabilito anch’essa un nuovo record e superato la soglia dei 15°C in giugno per la prima a volta a Pontremoli.
La media delle temperature massime, che fu di 30,8°C nel giugno 2003, non è stata insidiata dai 30,1°C registrati quest’anno.
Sviscerate un bel po’ di relazioni in fatto di temperatura, ecco qualche numero relativo alle precipitazioni: sono state poca cosa, rari gli episodi e modesti gli apporti. Nella maggior parte del territorio provinciale, è piovuto solo nei giorni 4, 16 e 21.
Qualche temporale in più ha interessato le aree montane, ma ovunque il bottino risulta decisamente inferiore alla norma. A Pontremoli, i 23,4 mm misurati rappresentano poco più di un quarto delle attese; a Villafranca e a Gragnola, che hanno ricevuto rispettivamente 9,8 e 1,8 mm, si è trattato di uno dei mesi di giugno più secchi nelle serie storiche locali. Anche a Massa, con appena 3,8 mm caduti, il pluviometro non ha dovuto impazzire nel lavoro.
Infine, uno sguardo allo stato del cielo offre queste frequenze: sereno 15 giorni, misto 13 e coperto 2. Nuvolosità media 3,3 decimi (contro una norma cinquantennale di 4,6), ai livelli del giugno 2003, ma non una serenità al pari del giugno 2019 (media 2,8 decimi).

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni