Un momento del presidio di fronte all'ospedale di Pontremoli
Un momento del presidio di fronte all’ospedale di Pontremoli

Si è tenuta lunedì mattina, presso l’ospedale di Pontremoli, un presidio di protesta organizzata dall’Usb, l’Unione Sindacale di Base e a cui aderito anche la neonata associazione “Lunigiana Salute“. In particolare si è voluto mettere in evidenze come, “in particolare in Lunigiana la carenza di personale sanitario è una emergenza innegabile che rischia di esplodere in particolare in questo periodo per le ferie estive”. Il sindacato lancia l’allarme di come “Negli ambienti lavorativi spesso la situazione è insostenibile – sottolineano gli organizzatori del presidio – per gli operatori sanitari a causa dello stress e dalla stanchezza accumulata per le richieste di rientri lavorativi o cambi turno per compensare le assenze o, addirittura, per coprire il turno di chi è, legittimamente, in ferie”. Critica è la situazione degli operatori socio sanitari “che sono diventati una sorta di “multiproprietà”, dirottati spesso da un reparto all’altro anche all’interno del solito turno lavorativo. Per gli infermieri la situazione non è diversa. La mancanza dell’oss, spesso dirottato in altri reparti o ai trasporti comporta di lavorare sotto organico e di fatto implica il demansionamento dell’infermiere che si trova a svolgere compiti, normalmente, non di sua pertinenza”.

Si sono confrontati con gli organizzatori del presidio il sindaco di Pontremoli, Jacopo Ferri e la prima cittadina di Filattiera, Annalisa Folloni, in particolare Ferri ha sottolineato come “il grido d’allarme lanciato da Lunigiana Salute e da USB è del tutto fondato e riprende tante sollecitazioni avanzate nel passato e nel presente. Troppe sono le ‘falle’ del sistema che si allargano pericolosamente in Lunigiana: servizi di auto mediche cancellati, minacce di chiusura di ospedali e presidi sanitari, mancanza di servizi e specialistiche che costringono i lunigianesi a doversi spostare per esami o per curarsi in altre province o nel migliore dei casi al NOA, medici specialisti, infermieri, OSS e personale tecnico sanitario tutto. A questo si aggiunga il taglio di un posto letto in medicina a Pontremoli per far spazio ad un solo posto hospice che andava invece collocato altrove insieme ad un secondo letto, le ristrutturazioni per milioni ferme da anni, le sale operatorie da adeguare, il deprimente sottoutilizzo delle macchine diagnostiche e tanto altro ancora”. (r.s)