La decima edizione della rassegna ha visto ben 38 torte presentate. Vincitrice Silvia Rossi di Cavallana

Domenica 14 aprile, a Scorcetoli, nei locali della parrocchia, sono tornate protagoniste le torte d’erbi, quelle della tradizione contadina, da secoli presenti sulle tavole della Lunigiana. Torte al plurale perché non esiste un solo modo per prepararla: ogni paese, se non ogni famiglia, segue la sua ricetta, le proprie regole e ha i suoi “segreti” e non ne esiste una “giusta” e una “sbagliata”. Per la decima volta queste torte si sono sfidate nel concorso che ha lo scopo di portare avanti la tradizione. Sabato alcuni concorrenti sono andati insieme a raccogliere le erbe che crescono naturalmente nei campi utilizzate poi per la torta e presentate a metà pranzo, anche con l’aiuto dell’associazione “Amici delle piante” che ne hanno spiegato le proprietà. Le torte in gara erano 38 e tutte sono state assaggiate e giudicate dalla giuria composta da Ragna Engelbergs, rappresentante dell’Accademia Italiana della Cucina in Lunigiana insieme ad Alcide Baldassini e Riccardo Boggi, storico del costume e delle tradizioni e locali.

È importante che così tante persone si siano messe in gioco, non solo ai fini della gara, ma anche perché in questo modo contribuiscono a portare avanti le tradizioni che altrimenti col tempo andrebbero a scomparire. Il premio è nato nel 2010 e ha ripreso lo scorso anno dopo la pandemia: quest’ anno, dunque alla decima edizione, ha visto la partecipazione al pranzo e alla premiazione di circa duecento persone, numero che per una piccola comunità che cerca di tramandare tradizioni culinarie come la torta d’erbi, significa molto. Grande successo ha avuto anche l’aperitivo con “carsenta” e “erbadella”, cotte rigorosamente nei testi da Fabio Biagi e Fabio Bracci che hanno trasformato in arte due pietanze quotidiane del passato.

I giudici hanno infine scelto le tre torte da podio con un giudizio che ne spiegava le motivazioni. A vincere il concorso è stata la ricetta di Silvia Rossi da Cavallana (Filattiera) che ha preparato “una torta di aspetto molto bello, sfoglia sottile, perfetta la cottura, l’impasto ben legato, l’altezza giusta, armonico il gusto con una gradevole percezione dei sapori delle erbe nella migliore tradizione della cultura gastronomica della Lunigiana”. Al secondo posto Adele Barbieri di Villafranca: la sua torta era “di bell’aspetto con una sfoglia dorata e fragrante, perfetta la cottura al forno a legna, ben bilanciate le erbe scelte, piacevole la percezione dei profumi e sapori, giusto l’uso di sale e olio”. Il terzo premio è andato a Roberta Malpezzi di Scorcetoli di Filattiera poiché, a detta dei giudici, era “una torta fine, che spicca per il suo gusto molto gradevole, ricco di profumi e sapori di una grande varietà di erbe di campo sapientemente selezionate ed amalgamate, interessante l’uso dei fiori di zucca” La premiazione si è tenuta a fine pasto con la partecipazione del parroco Don Mario e della sindaca Annalisa Folloni, presenze che vanno ad enfatizzare il legame che c’è tra tradizioni e comunità, due aspetti legati tra loro e che non possono “vivere” separati. Un grande piatto senza radici è, infatti, solo un buon piatto: per fare qualcosa di unico ci vogliono tradizione, storia e emozioni.
Elena Martinelli















