Le declinazioni del nome La Spezia: l’Accademia “Giovanni Capellini” vuole fare chiarezza

laspezia_vecchiaL’Accademia “Giovanni Capellini” onlus (fondata nel 1924 per promuovere studi e ricerche scientifiche, letterarie, storiche, archeologiche, artistiche sulla Lunigiana e regioni limitrofe) in occasione della festa di San Giuseppe patrono della città ligure, ha pubblicato un depliant per fare chiarezza su quel La che precede Spezia e che rende incerta la scrittura corretta.
Il nome dell’antico borgo marinaro – ingranditosi a città una volta scelto da Cavour come sede di arsenale militare e eretta a capoluogo di provincia nel 1923 – è stato controverso tra l’intendere “La” come preposizione indeclinabile o come articolo determinativo declinabile in preposizione articolata. C’è tutta una cronistoria di decreti prima di arrivare alla grammatica definitiva. In tempi lontani tante le varianti toponomastiche. In tempi più recenti si parte da un decreto regio del 1930 che risponde alla richiesta del commissario prefettizio stabilendo che il nome della città è “La Spezia”, ma senza specificare la natura grammaticale di quel La. L’uso prevalente lo intende indeclinabile, quindi anche negli atti pubblici si trova scritto “di La Spezia” e altri complementi analoghi.
Nel 1991 il Consiglio Comunale approva lo Statuto della città e definisce che “il nome “Spezia”, secondo tradizione storica consolidata, richiede l’articolo determinativo. In tutti gli Atti Comunali l’articolo segue le regole d’uso ed è sempre declinabile”. E’ una direttiva che però non tutti gli Uffici e Enti del territorio fanno propria, per cui nel 2004 si arriva a presentare un’interrogazione alla Camera dei Deputati. La propone il deputato Egidio Banti e si conclude che la scrittura corretta si esemplifica in “città della Spezia, andare alla Spezia, gemellarsi colla Spezia” e così per le altre preposizioni articolate. Sembra argomento di poca rilevanza, ma la precisione e la correttezza ortografica è un valore, lo è specialmente ora con le registrazioni elettroniche di nomi su passaporti, tessere, patenti e tanto altro e piccoli errori di registrazione creano equivoci e notevoli grane.
Il depliant approntato indica ulteriori fonti di approfondimento elaborate da Manfredo Giuliani (Per il retto uso del nome di Città “Spezia”. L’avventura storica di una parola), da Augusto Cesare Ambrosi (Straviario) da P.E. Faggioni (“La Spezia o Spezia”, il toponimo negli storici-letterari ed in cartografia – sec.XII-XIV), da Duino Ceschi (Lo stemma della Spezia) pubblicate su le Memorie, rivista della Capellini ora presieduta da Giuseppe Benelli.