Pubblicato un bando interno per raccogliere le disponibilità di medici Don Gnocchi, si muove qualcosa per ripartire?
A leggere il susseguirsi di comunicati da parte delle Istituzioni interessate, pare che la soluzione per l’agognata e tribolata riapertura della struttura Don Gnocchi sia in dirittura d’arrivo. Innanzitutto c’è da registrare la piena fiducia che le segreterie dei Partiti di maggioranza, PD e PSI, hanno manifestato nei confronti dell’operato del sindaco Gianluigi Giannetti, di cui la Lega fivizzanese aveva, invece, chiesto le dimissioni per come era stata gestita tutta la questione. Che sia fatta, comunque, chiarezza lo chiedono un po’ tutti, al punto che la lista di opposizione di Alessandro Domenichelli ha presentato la proposta di una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale e il consigliere regionale di Fdl, Vittorio Fantozzi, ha depositato in Regione un’interrogazione “sulla gestione dei servizi del Polo”. Siccome, tuttavia, in più occasioni e nei vari incontri istituzionali tutto il problema è stato ricondotto, dalla Don Gnocchi, all’impossibilità di reperire i medici per la copertura dei turni notturni e festivi, la direzione dell’Asl Toscana nord ovest è venuta in soccorso, facendosi carico di “reclutare al proprio interno il personale medico necessario” per attivare i servizi concordati con la Fondazione e con il Sindaco. Sono servizi, è stato scritto in un comunicato dell’Ufficio stampa dell’Asl, “che stanno a cuore a tutti, dai posti letto per le cure intermedie, agli hospice (che libererebbero posti letto in ospedale), alla riabilitazione per gli stati vegetativi, per venire incontro al fabbisogno della zona”. A questo fine è stato pubblicato un bando interno per raccogliere le disponibilità di medici a ricoprire i turni oggi scoperti. Ovviamente l’Asl richiama la Don Gnocchi e la sua “autonomia di impresa a farsi carico delle problematiche specifiche”, in particolare dei lavoratori e dei pazienti. Rimane, ora, da vedere quante saranno le risposte positive al bando, per poter porre fine alle continue polemiche, ma soprattutto per ridare un senso ad una struttura nata con grandi finalità sanitarie. A.F.



