Dal freddo di gennaio a quello di maggio, tepori in febbraio e marzo, picchi roventi estivi interrotti dai temporali e un interminabile autunno di piogge e umidità. Record di segno opposto si sono avvicendati lungo l’anno nei valori dei diversi elementi del clima.

Il copione si ripete. Il 2019 va a posizionarsi nella parte alta della classifica che riguarda l’andamento termico: è stato infatti il quarto anno più caldo, subito sotto il podio saldamente occupato da 2014, 2015 e 2018. Mesi più freddi del normale, rispetto al periodo di confronto 1981-2010, sono stati solo gennaio (scarto -0,9) e soprattutto maggio (-2,2): un cuore d’inverno abbastanza rigido, quindi, e un finale di primavera, come ognuno ricorderà, sensibilmente freddo. I restanti mesi, tutti in surplus, vanno oltre i canoni con scarti positivi di 1-2°C, specie febbraio e giugno, entrambi oltre di 2,6°C, e dicembre (scarto +2,1°C). La temperatura media annuale (13,6°C) supera di 1,2°C quella di riferimento del trentennio 1981-2010; hanno contribuito all’anomalia più le massime (in eccesso di 1,5°C) che le minime (+0,9°C). Da segnalare, in fatto di temperature medie massime, quella di febbraio a quota 14,3°C, nuovo primato che batte i 14,0°C del febbraio 1998. I massimi assoluti hanno raggiunto precocemente le punte record – fra l’altro, a distanza di un solo mese dai freddi tardivi di maggio – toccando un eccezionale tetto di 36,5°C il 28 giugno, valore mai rilevato a inizio estate. Il minimo assoluto di -7,2°C si è registrato il 4 gennaio. La notte estiva più tiepida, quella del 29 giugno, ha visto una minima attestata a ben 21,9°C, valore senza precedenti così presto nella stagione e pure disagevole poiché congiunto a calma di vento e forte umidità. I dati relativi alle precipitazioni, come di consueto, mostrano forti contrasti. Più piovosi del normale, oltre al bagnatissimo novembre (quarto più piovoso da un secolo), si notano febbraio, aprile, maggio, luglio e dicembre. Poca cosa, al contrario, gli apporti di gennaio, marzo, giugno, agosto e settembre. Ottobre non si è discostato dalle proprie ‘competenze’. Se il buon apporto di febbraio si è concentrato in pochi giorni, quelli di aprile, maggio, novembre e dicembre hanno segnato la maggior parte delle giornate di quei mesi con una costanza talora estenuante. Lo stesso luglio ha dispensato i 112 mm registrati (pari a più del doppio della norma) in sette episodi tutti superiori alla soglia di 1 mm. Il totale annuo, pari a 1980,4 mm, eccede di circa 250 mm la norma secolare (in termini percentuali, il 15% di pioggia in più del dovuto). La frequenza dei giorni con precipitazioni pari o superiori a 1mm tocca quota 107, nel pieno rispetto delle attese. La durata annua complessiva della pioggia (634 ore) è un poco inferiore alla norma, il che indica una maggiore intensità delle precipitazioni. In effetti, si contano vari apporti considerevoli in 24 ore, a partire dai 133,0 mm del 23 novembre, giorno più piovoso dell’anno; seguono 119,8 mm il 1° febbraio, 99,6 mm il 4 aprile, 87,2 mm il 20 dicembre, 85,6 mm il 3 novembre e altre tre giornate che hanno superato la soglia dei 50 mm. Su base oraria, invece, le punte di nubifragio non sono state eclatanti: il picco, 34 mm tra le 17:20 e le 18:20 del 27 luglio; seguono i 30 mm registrati fra le h 15 e le h 16 del 15 ottobre. L’eliofania totale raggiunge 2257,0 ore, circa un centinaio in più delle aspettative; il dato è specularmente coerente con l’indice annuale di nuvolosità, 4,9 decimi, lievemente in difetto sulla media quarantennale, pari a 5,2 decimi. Il mese più oppresso dalla nuvolosità, novembre, ha presentato una media di 8,0 decimi (norma 5,8), mentre il mese che ha visto il cielo più sgombro è stato giugno – fatto singolare – con una media di 2,8 decimi (norma 4,8). Su base mensile, il soleggiamento si è tenuto su livelli mediocri in maggio (mai così cupo da più di 30 anni) e nel buio novembre, mentre è stato assai generoso in febbraio, marzo e giugno; più fedeli alle rispettive potenzialità si sono comportati aprile e ottobre, mentre luglio, dopo l’exploit di giugno, non ha brillato più di tanto; sopra norma, anche se non di molto, tutti gli altri mesi.

Da rilevare, a dispetto delle giornate ben più lunghe, come in maggio si siano visti i raggi solari più di rado che a febbraio, marzo, e persino meno che a gennaio a causa dell’ostinata nuvolosità! Il 13 giugno, il sole ha illuminato Pontremoli per 13 ore e 24 minuti, punta massima di eliofania sia assoluta che relativa. In totale, 50 i giorni in cui il sole non è riuscito neppure a fare un saluto approfittando di un effimero pertugio fra la coltre di nubi. Lo stato del cielo vede una statistica finale di 108 giorni sereni, 159 misti e 98 coperti. L’umidità relativa, nella sua media annua (73,4 %), è di pochissimo superiore ai canoni climatici nostrani. Novembre si riappropria della nomea di mese più umido, ma esagerando fino ad una media pari a 91,2% (norma 81%) e condividendo il poco invidiato record con il novembre 2014; la minore umidità in media mensile spetta a marzo, 60,7% in virtù di un esordio di primavera davvero gradevole e destinato, purtroppo, a naufragare in aprile e ancor più nell’abominevole maggio. I giorni mediamente più umidi, il 7 novembre e il 7 dicembre, resi estremamente cupi da nubi basse, pioviggine, nebbia e foschie, gli igrometri si sono tenuti in media sul 99%. Nel giorno più asciutto, il 24 febbraio, l’umidità relativa si è invece assestata mediamente sul 25% grazie ad una impetuosa tramontana. Pochi giorni prima, il foehn del 12 febbraio aveva disseccato l’aria in maniera drastica con la punta minima assoluta dell’anno (7%) alle h 15:33. La pressione atmosferica presenta, come nel 2018, una media annuale inferiore di 1 hPa al livello barico tipico del nostro clima. Il minimo delle medie mensili, 1007,1 hPa, cade in novembre (straordinariamente depresso) anziché in aprile; gennaio si vede strappare ancora il massimo, questa volta da febbraio che, tolto il piovoso inizio, trascorre in gran parte anticiclonico con una media di 1022,4 hPa. I barometri giungono, la notte del 14 febbraio, fino a 1037,7 hPa, lettura più alta dell’anno. Il 22 dicembre, una profonda depressione tocca un minimo di 982,7 hPa. Da segnalare, inoltre la pressione più bassa mai verificatasi in luglio, piena estate, da tre decenni: 996,3 hPa alle 7 del 28 luglio. Il vento ha una media annuale della velocità (7,0 km/h) coerente con la climatologia venticinquennale. Ottobre conquista la palma di mese meno ventilato dell’anno, sottraendola a settembre; spetta a marzo la qualifica di mese più agitato. Le velocità massime istantanee si registrano il 26 marzo: una raffica da nord, alle ore 15:10, fa registrare all’anemometro 79 km/h . La velocità massima oraria più elevata è del mattino del perturbato 4 aprile: 32 km percorsi dal libeccio fra le 6 e le 7 mentre si susseguono rovesci temporaleschi. Giorno più ventoso è il 24 gennaio, con tramontana alla velocità media di 23,8 km/h. L’8 gennaio, il 29 ottobre e il 26 dicembre si distinguono come giorni più calmi (velocità media del vento 1,4 km/h). Si contano 45 giorni con vento forte e 12 di calma (velocità media <2 km/h). Infine, ecco la frequenza dei diversi fenomeni osservati durante il 2019. La neve ha fatto solo una breve comparsa il 30 gennaio (tracce su alcune superfici) ed è caduta a tratti mista a pioggia il 23 gennaio e il 12 dicembre. Il 2019, quanto a temporali, si può considerare un anno da manuale: 28 fenomeni si sono distribuiti nelle quattro stagioni con massimo a fine estate-inizio autunno (5 in agosto e 5 in settembre) e minimo a fine inverno-inizio primavera (assenti in febbraio e marzo). Quattro gli episodi di grandine, di cui più sensibile quello del pomeriggio del 22 giugno in alcuni punti del capoluogo e dintorni. La nebbia è comparsa in 18 giorni, con massimo di 5 in novembre. I giorni con gelo sono stati 49 (max 23 in gennaio); i giorni con formazione di brina casualmente anch’essi 49 (max 15 in gennaio), non coincidendo sempre gli uni con gli altri: si può, infatti, avere una brinata senza gelo (gelata al suolo, ma temperatura dell’aria >=0°C) così come una gelata asciutta, senza brina. Altri dati e curiosità sono riportati nello specchietto ‘dei più e dei meno’.
Maurizio Ratti – responsabile dell’osservatorio meteorologico di Pontremoli




