La riflessione di Slow Food dopo la due giorni di incontri a Filattiera della Rete dei Castanicoltori

Nello scorso numero del settimanale vi abbiamo raccontato alcuni momenti del primo Incontro Nazionale della Rete Slow Food dei Castanicoltori che si è svolto a Filattiera una due giorni di incontri, degustazioni, laboratori, visite e Mercato della Terra, con importante focus sul Castagneto monumentale di Filetto. Terminato l’evento Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia sottolinea ora come “L’esito delle giornate di Filattiera e l’avvio della prima Scuola di castanicoltura di Slow Food segnano un passaggio politico chiaro.
La rete ha raggiunto una maturità che la rende punto di riferimento nazionale, per il rilancio della castanicoltura tradizionale e per un modello di sviluppo per le aree interne fondato sul cibo come leva concreta di cambiamento: economia circolare, coesione sociale, servizi per la cittadinanza e tutela delle risorse naturali”. Per questo Slow Food chiede che questo lavoro venga “riconosciuto e sostenuto: le comunità che si organizzano attorno al cibo di montagna dimostrano di saper generare valore e futuro. È da qui che bisogna partire, con un’alleanza strutturale tra territori e istituzioni. Solo con politiche adeguate può esserci una vera rinascita delle Terre Alte”.
Aggiunge Rosaria Olevano, referente della Rete: “Il 20 e 21 marzo è emersa con forza la necessità di consolidare l’intera filiera. In particolare, è stata evidenziata l’importanza di valorizzare le competenze legate alla produzione di farina di castagne e marroni, strettamente connesse alla tutela della biodiversità locale. È stato inoltre ribadito il ruolo strategico del dialogo con il mondo della ristorazione e coi cuochi: una collaborazione da sviluppare per riportare tale farina al centro delle pratiche culinarie quindi promuoverne il valore culturale”. Riflessioni che nel prossimo periodo daranno vita a nuove iniziative, che nella due giorni hanno intanto riconosciuto anche il ruolo della Condotta Slow Food LuniApua, rappresentante della comunità del cibo apuo-lunigianese. Il fiduciario, Matteo Podenzana sottolinea come “la Lunigiana è stata protagonista a livello nazionale, palcoscenico per Slow Food Italia e per la sua Rete: risultato che restituisce la misura del lavoro svolto e della credibilità costruita nel tempo con progetti capaci, come in questo caso, di mettere insieme forze diverse”.



