Nei giorni scorsi San Terenzo Monti è stato la meta di un gruppo di tedeschi di varie località della Germania desiderosi di conoscere il luogo dove forse erano stati anche loro famigliari negli anni della Seconda Mondiale. Lì hanno potuto ripercorrere, nel racconto della guida, i tragici fatti dell’agosto del 1944, recandosi in Valla e nel Museo della Memoria, scoprire la storia dei Nisei, soldati nippo-americani liberatori dei luoghi della vallata dai tedeschi, ma anche parlare di pace, alla luce di quelle esperienze.
Iniziativa lodevole, però, in occasioni di questo tipo, non sarebbe male ripercorrere tutto l’itinerario della memoria delle stragi nazifasciste del Comune, da Fivizzano fino a Vinca. Fivizzano, infatti, alcuni anni fa, elaborò ben nove itinerari tematici (Dal titolo “Ecomuseo della montagna lunigianese”), un vero e proprio sistema per mettere in relazione luoghi di vari interessi, storici, artistici, ambientali, culturali, agricoli, frutto di un lavoro di ricerca e di rielaborazione approfondito e di alto livello, riprodotto in fascicoli stampati.
Purtroppo a Fivizzano è successo spesso, per i più vari motivi, che chi va ad amministrare non sempre è a conoscenza di quanto fatto prima del suo arrivo, con la conseguenza che vanno nel dimenticatoio opere di sicuro valore, che potrebbero essere culturalmente utili in qualsiasi momento e far anche risparmiare tempo e denaro. Andreino Fabiani



