Approvata una modifica nel disciplinare Slow Food

Il testarolo tradizionale? Da oggi si può preparare anche nel testo di terracotta e non solo in quello di ghisa. Questa è la decisione della Condotta Slow Food Luniapua, che nel corso dell’ultima assemblea ha approvato questa modifica al disciplinare per la produzione del testarolo. Una decisione che permette al produttore Pietro Giorcelli, che utilizza proprio il metodo di realizzazione nel testo di terracotta, di presentare i suoi prodotti agli eventi targati Slow Food grazie alla modifica del disciplinare.
Del resto quello della cottura della tradizionale pastella fatta solo di acqua, farina e sale, è da sempre fatta nei tradizionali testi di ghisa o terracotta. Una modalità di cottura dei cibi, quella nei testi, forse unica in Italia con la creazione di questa sorta di piccoli forni portatili composti da due parti, quella inferiore chiamata sottano dove vengono posti gli alimenti e quella superiore, il soprano che fa da coperchio.
Come spiega Alessio Bocconi fiduciario della Condotta Slow Food Luniapua “già da 10 anni stiamo valorizzando il testarolo artigianale come presidio del sodalizio creato da Carlin Petrini” E per far questo è stato realizzato un disciplinare di realizzazione ben delineato “il testarolo deve essere cotto nei testi (oggi di ghisa, un tempo di terracotta) e posto su un fuoco di legna arroventando entrambe le parti (sottano e sovrano) sulla fiamma viva”.
A questo punto il testarolo è pronto per andare nelle tavole. Per valorizzarlo al meglio, i puristi raccomandano le soluzioni più classiche con il condimento di olio e formaggio, o il pesto. Ma per chi vuole si può osare lasciando anche spazio alla fantasia e all’estro, sempre cercando di rispettare la qualità di questo prodotto tradizionale. (r.s.)



