Sul mare dei lunigianesi incombe il caos delle  concessioni balneari

Marinella: l’abbandono della Tenuta e del villaggio agricolo e dei progetti di rilancio mai partiti si sommano ai problemi legali del piano spiagge legati alla direttiva Bolkenstein.

Il cantiere alla ex colonia Olivetti a Marinella
Il cantiere alla ex colonia Olivetti a Marinella

Le Apuane e la piana di Luni alle spalle, il monte Caprione a chiudere la vista sul Golfo della Spezia e la foce della Magra a poche centinaia di metri: è questo il paesaggio che fa da contorno al litorale di Marinella, quello si può definire il mare dei lunigianesi. Non solo perché la sabbia della spiaggia è quella trasportata dal fiume che attraversa la Lunigiana, ma perché la spiaggia sarzanese e quella vicina di Fiumaretta sono il mare più vicino per chi scende a valle in cerca di salsedine e tintarella.

Quello di Marinella non è mai stato un litorale rinomato: acque non proprio cristalline, pochi servizi, un vialone caotico e assolato di giorno quanto desolato di notte, su cui si affaccia il cemento armato dell’urbanizzazione degli anni ’70 e le strutture in degrado della gloriosa Tenuta agricola. Il piano di valorizzazione immobiliare del litorale dei primi anni duemila (porticciolo turistico e nuove strutture residenziali e ricettive che avrebbero preso il sopravvento sulla vocazione agricola della piana) saltò in coincidenza con la crisi di Monte dei Paschi di Siena, storico proprietario della Tenuta, e quel chilometro e mezzo di sabbia al confine con la Toscana è rimasto, nel bene e nel male, così com’era, continuando ad essere il cuore della balneazione “stanziale” e popolare di tutta la valle del Magra.

Sul litorale sarzanese è corsa contro il tempo per assegnare le nuove concessioni balneari entro giugno.

Un tratto del lungomare di Marinella
Un tratto del lungomare di Marinella

A oramai pochi mesi dall’apertura della stagione estiva su quel che rimane delle dune sabbiose oramai sbancate da strade, marciapiedi e stabilimenti incombono i problemi del nuovo piano delle spiagge adottato dal Comune di Sarzana lo scorso inverno, a conclusione di un iter pluriennale di rinvii, ricorsi, sentenze, polemiche, concessioni cancellate. Sullo sfondo la Direttiva Bolkenstein sulle aste delle concessioni balneari: il mese scorso il Tar della Liguria ha imposto al Comune di Sarzana di bandire al più presto la gara pubblica per l’assegnazione delle aree (inizialmente prevista per fine 2027) e concludere l’intera procedura entro maggio-giugno, così da consentire l’ingresso dei nuovi concessionari in tempo per la prossima stagione estiva.

Gli effetti concreti della sentenza sono già arrivati: per il Tar le concessioni, prorogate per rimandare l’apertura delle concessioni alla concorrenza già da fine 2023, non legittimano l’ulteriore permanenza degli attuali titolari, già diffidati dal Comune di Sarzana a liberare le aree da strutture mobili e a non utilizzare gli spazi demaniali. A questo punto sarà corsa contro il tempo per l’assegnazione dei lotti, che prevedono anche il 40% di spiagge libere attrezzate, e per la rimozione del legname trasportato come ogni anno dalla Magra, sul cui smaltimento all’interno di un piano di economia circolare si discute da anni senza esito. Sempre sulla spiaggia rimangono irrisolti i problemi relativi alla ex Colonia Olivetti, la struttura in stile razionalista da decenni all’abbandono a circa 200 metri dalle rive del Parmignola.

Il cantiere alla ex colonia Olivetti a Marinella
Il cantiere alla ex colonia Olivetti a Marinella

Acquistata nel 2022 dal Gruppo Bulgarella, specializzato in resort di lusso dopo costosi investimenti pubblici per l’adeguamento degli argini del torrente che mitigassero il rischio esondazione, i lavori per il recupero dell’architettura originaria, con 90 camere, un ristorante e un grande parco si sono interrotti nel 2025, complice la precoce morte del patron Andrea Bulgarella e la decisioni della holding di abbandonare il progetto.

Indiscrezioni di stampa parlano di trattative con un fondo di investimento straniero – subordinate però alla concessione di un tratto di spiaggia prospicente – e un progetto meno votato al lusso. Di certo c’è che l’estate 2026 vedrà l’ex Olivetti non tornata a vita nuova, come prospettava il cronoprogramma, ma nuovamente insidiata da rovi e sterpaglie.

(Davide Tondani)

Dietro le spiagge: la riqualificazione di Marinella e il futuro della piana agricola

La rigenerazione del Villaggio e un nuovo uliveto nella Tenuta

Marinella piazza Libertà
Marinella piazza Libertà

Non solo mare: Marinella è anche una frazione abitata di Sarzana e una storica tenuta agricola in cerca di nuova vita dopo la messa in liquidazione del 2018 e la cessione da parte di Monte dei Paschi ad una società del gruppo Condotte. Per la tenuta agricola che ha legato fino agli anni ’30 del secolo scorso il suo nome e la sua storia a quella della famiglia di imprenditori marmiferi dei Fabbricotti, è in corso una vendita frazionata che determinerà la fine di una storia agricola e sociale che ha segnato la vita sociale ed economica della piana di Luni.

Casa agricola abbandonata nel villaggio di Marinella
Casa agricola abbandonata nel villaggio di Marinella

25 i lotti che si estendono tra i comuni di Sarzana e Ameglia: in vendita i casolari delle famiglie contadine, quote di terreno agricolo, porzioni dello storico villaggio. Parti di quest’ultimo, a ridosso della Marinella “pubblica” costruita negli anni ’70, rientrano nel “PINQuA”, un progetto da 15 milioni di euro statali con i quali il Comune di Sarzana restaurerà edifici per ottenere 45 alloggi di edilizia pubblica, ai quali si aggiungeranno riqualificazioni di strade e illuminazione, parcheggi, una passeggiata a mare in parte già realizzata, il restauro della scuola primaria e un centro sportivo.

Tenuta di Marinella (Foto Gabriele Bartolucci)
Tenuta di Marinella (Foto Gabriele Bartolucci)

Per quanto riguarda la parte agricola, mentre una quota rilevante della tenuta, in territorio amegliese, è già nel possesso di un produttore di basilico, 100 ettari su 143 complessivi sono destinati a cambiare destinazione: dove un tempo si coltivavano foraggio e cereali sorgerà un grande uliveto.

A impiantarlo sarà un’impresa imperiese, la Fratelli Merano. Il progetto, lanciato nel 2021 ed ostacolato da contenziosi legati al contratto e al frazionamento delle aree, ha ricevuto il via libera definitivo il mese scorso. Il Comune ha ottenuto la servitù pubblica e il diritto di accesso alle strade che da sempre sono oggetto di passeggiate e jogging di molte persone, con la società agricola impegnata nella manutenzione dei percorsi. Al di là delle perplessità di molti agronomi sulla produttività di un uliveto impiantato su sabbiose terre alluvionali, si tratterà di un cambio di paesaggio non indifferente. E non privo di polemiche: per Lipu e Legambiente si andrebbe sottrarre habitat indispensabili ad una fauna che rende l’area una delle più importanti zone umide della Liguria, strategica soprattutto per gli uccelli migratori. (d.t.)