L’11 marzo per Fausto Giovanelli è scaduta la proroga

Presidente cercasi con urgenza per il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano: mercoledì 11 marzo, infatti, sono scaduti i 45 giorni di proroga in carica per Fausto Giovanelli, il reggiano di Castelnuovo nei Monti il cui ultimo mandato è scaduto a gennaio e non è più rinnovabile.
Ma la nomina del successore non sembra possa essere immediatamente all’orizzonte: lo conferma il fatto che in queste settimane ai presidenti della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, e della Regione Toscana, Giani, non è arrivata l’attesa rosa dei tre nomi che il Ministero dell’Ambiente deve proporre e dalla quale dovrebbe uscire il nuovo Presidente del Parco che si estende sulle province di Lucca, Massa Carrara, Parma e Reggio Emilia. Un condizionale che è d’obbligo visto che su quei nomi dovranno esprimere un parere proprio i due presidenti di Regione.
Continua l’attesa dei nomi che il Ministero deve proporre alle Regioni Emilia e Toscana
Intanto, in attesa che da Roma arrivi la lettera a firma del ministro Pichetto Fratin, sul territorio le attività del Parco procedono: per le prossime settimane pur essendo decaduto Giovanelli, resta in carica il direttore, Giuseppe Vignali, al quale la Comunità del Parco ha prorogato per sei mesi l’importante incarico alla guida tecnica dell’Ente. Questo nonostante da tempo sia stato bandito il concorso per la nomina del nuovo direttore, procedura sulla quale deciderà il nuovo governo del Parco stesso. Senza presidente e senza Consiglio direttivo, la rappresentanza dell’Ente ora è in capo ad Annalisa Folloni, che presiede la Comunità composta dai Comuni che hanno territori compresi entro i confini dell’area.

“Proprio il 10 marzo abbiamo tenuto una riunione fra tutti i componenti della Comunità – spiega la sindaca di Filattiera – per affrontare il problema della gestione delle prossime settimane. L’attività procede regolarmente grazie alla proroga di sei mesi dell’incarico al direttore Vignali e se necessario convocheremo la Comunità stessa per eventuali deliberazioni che si dovessero rendere necessarie. Il bando che abbiamo pubblicato per il nuovo direttore ha portato ad alcune candidature sulle quali però deciderà il nuovo presidente, ma la disponibilità del dott. Vignali di continuare in questa fase delicata è una garanzia che il Parco possa portare avanti il lavoro e in particolare tutti i progetti in corso”.
Intanto sul futuro dell’Ente trapelano poche indiscrezioni, non mancano i nomi di possibili candidati provenienti dalle quattro aree, anche se resta forte la mobilitazione dei sindaci della provincia di Reggio perché il nuovo presidente possa essere ancora espressione di quel territorio.

In proposito proprio quei primi cittadini hanno in progetto di convocare un incontro che potrebbe svolgersi a breve ed essere allargato anche ai “colleghi” degli altri territori. Se Giovanelli, già senatore di PDS-DS-Ulivo fra il 1992 e il 2006, ha un’appartenenza politica di centrosinistra, da Roma voci di corridoio vorrebbero che il nuovo presidente possa arrivare da un esponente politicamente vicino al Governo. Sarebbe forte l’interesse di Forza Italia ad esprimerne il nome, ma di recente anche Fratelli d’Italia sembrerebbe voler avanzare una candidatura di area.
L’impressione è che se ne saprà di più entro poche settimane, il che però non vuol dire che ci sarà il nuovo presidente: se a Firenze e a Bologna sono in attesa di ricevere i tre nomi sui quali esprimersi, si fa strada infatti anche l’ipotesi di un commissario che il Ministero potrebbe nominare a capo del Parco se il percorso di nomina dovesse complicarsi e i tempi dilatarsi.
Paolo Bissoli



