La scossa di terremoto del 25 marzo ha provocato altri danni, per fortuna limitati, ad una torre

Si è risolta per fortuna in poche ore la situazione di forte timore che si era creata alle 8,13 di mercoledì 25 marzo per la scossa di terremoto di 4,1 gradi della scala Richter; un evento per fortuna di breve durata ma che ha impressionato la popolazione di tutta la Lunigiana e dell’area apuana anche per il forte boato che ha preceduto il movimento tellurico. Con epicentro nella zona di Fosdinovo, il terremoto è stato avvertito in un raggio piuttosto ampio, da Pontremoli allo Spezzino e la Val di Vara, a tutta la Versilia con immediata sospensione delle lezioni nelle scuole e la verifica della stabilità degli edifici.

Per fortuna tutto si è risolto per il meglio, tuttavia l’evento non ha mancato di sollevare prese di posizione in alcune realtà. È stato, ad esempio, il caso di Bibola, frazione del Comune di Aulla, alla sommità della collina che sovrasta il centro della Lunigiana, con il castello che è da secoli un luogo privilegiato per l’osservazione del territorio circostante. Dal paese è partita la segnalazione di un crollo dalla torre orientale della fortezza: pochi sassi e una piccola quantità di malta, sufficienti tuttavia a provocare danni se nella loro caduta avessero colpito persone o automezzi, visto che l’area interessata viene utilizzata quale parcheggio.
Come noto il castello è da lungo tempo in cattive condizioni; tuttavia per quanto rappresenta meriterebbe di essere messo in sicurezza così da porre fine al degrado e farne un luogo di promozione e valorizzazione del territorio. A quanto pare il castello nei decenni passati era stato acquistato da una società privata con un progetto di ristrutturazione mai realizzato e da Bibola hanno più volte chiesto al Comune di intervenire, verificando la situazione della proprietà ed eventualmente di acquisirlo così da avviare un intervento di recupero. I danni, per fortuna piccoli, provocati dalla scossa di terremoto dei giorni scorsi potrebbero essere il campanello d’allarme per avviare una procedura che possa affrontare e risolvere il problema di una comunità e di quello che è un bene storico e culturale di primaria importanza per il territorio e che non dovrebbe essere lasciato nell’incuria.
(p. biss.)



